Adolescenti ed emozioni all’Ospedale di Genova
Radio Beckwith evangelica

L’Ospedale Evangelico Internazionale di Genova ha aderito all’offerta formativa in tema di salute della Regione Liguria, proponendo progetti formativi alle scuole sull’educazione alla salute, all’affettività e alla sessualità.

L’obiettivo è consentire agli adolescenti di sviluppare consapevolezza sul significato di questi aspetti importanti nella vita di ognuno e ognuna di noi, cercando anche di cogliere i doni e le responsabilità che implicano.

Ne parliamo con Barbara Oliveri Caviglia, presidente dell’Oeige.

L’Ospedale di Genova conferma così la stretta collaborazione con il territorio?

«Certamente. L’Ospedale per noi non è solo un luogo di cura, ma anche dove si fa prevenzione, sensibilizzazione e cultura sanitaria. Dev’essere aperto il più possibile alla cittadinanza e molte delle nostre iniziative sono volte ad avvicinare le persone all’ospedale per dare corrette informazioni».

Quante persone ha coinvolto questo progetto sull’educazione all’affettività?

«Nell’anno scolastico 2018/19 sono stati coinvolti nove istituti: tre di scuola secondaria di secondo grado e sei di scuola secondaria di primo grado per un totale di quasi 700 studenti. Si sono svolti 56 incontri educativi e formativi con insegnanti, famiglie e studenti. Il progetto ha previsto la partecipazione di 72 insegnanti e oltre 140 famiglie. Il coinvolgimento dei genitori è fondamentale, perché li fa sentire parte integrante del progetto. L’ultimo appuntamento è dedicato proprio a loro, come una sorta di restituzione dove si comunicano i vari aspetti emersi negli incontri coni ragazzi».

Come si svolgono gli incontri?

«Prevediamo la presenza di un’ostetrica e un ginecologo nelle scuole. Ad ogni incontro si parla di una tematica e al termine si apre una discussione in cui la classe viene interpellata in maniera anonima, affinché ognuno ed ognuna possa  esprimere i propri pensieri. Un momento importantissimo per capire il grado di conoscenza dei ragazzi e delle ragazze sull’argomento».

Che grado di conoscenza dell’argomento avete notato?

«I ragazzi hanno un approccio alla sessualità in età sempre più giovane, spesso senza però avere conoscenze del proprio corpo o del discorso della prevenzione. Argomenti come le malattie sessualmente trasmissibili o la contraccezione sono sovente poco o male conosciuti. La fonte principale d’informazione rimane la rete, e sappiamo bene quanto possa essere fuorviante».

Riproporrete anche per quest’anno scolastico il progetto?

«Si, anche perché gli istituti con cui abbiamo collaborato hanno nuovamente richiesto il progetto. In più si sono aggiunte le richieste di alcune classi elementari, vedremo se riusciremo ad accontentarli. Questo dimostra quando ci sia bisogno di affrontare l’argomento e quanto sia anche apprezzato il nostro modo evangelico di approcciarsi a queste tematiche».

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