Storie dalla frontiera alpinaPagina 2 di 3

Come uno storico luogo di passaggio in Val Susa sta tornando ad essere un confine difficilmente valicabile
18 dicembre 2017

Cordata di solidarietà domenica 17 dicembre nella vallée de la Clarée verso il Colle della Scala per denunciare i rischi che corrono i migranti che cercano di attraversare le montagne dalla Val Susa verso la Francia. La manifestazione è stata organizzata dal collettivo Tous migrants che ha voluto riportare al centro dell’attenzione, nel corso della due giorni di mobilitazione, la politica dei respingimenti da parte della gendarmerie e le denunce ai volontari.

A fine novembre era stata diffusa una petizione lanciata tra i professionisti della montagna (guide, accompagnatori, maestri di sci, ecc) per dire «En montagne comme en mer, on ne laisse personne en détresse» (In montagna come in mare, nessuna persona viene lasciata in difficoltà). Parole rilanciate nel corso della giornata di domenica 17.

 

Le foto sui social

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Mentre era in svolgimento la manifestazione è stato soccorso un migrante in prossimità del colle.

Foto copertina da La Cimade

15 dicembre 2017

Capolinea Bardonecchia?

Reportage dalla frontiera tra Italia e Francia, dove i migranti sono bloccati a causa del regolamento di Dublino e della neve e dove la popolazione si sta attivando per fornire loro un aiuto

Le Alpi occidentali sono uno storico luogo di passaggio. Senza scomodare Annibale e i suoi elefanti più di duemila anni fa, si può dire che il “confine naturale” rappresentato dalle montagne sia stato più spesso motivo di unione che di separazione tra gli abitanti dei due versanti.

Eppure, per le migrazioni contemporanee le montagne sono più simili a un muro. Da Ventimiglia a Como, sono ritornate le frontiere tra l’Italia e la Francia, almeno per i migranti. Non fa eccezione Bardonecchia, il comune più occidentale d’Italia, diventato nell’ultimo anno un luogo di transito sempre più rilevante.

In estate, passare da Bardonecchia a Nevache attraverso il Colle della Scala non è né difficile né lungo, e da lì procedere poi verso Briançon e via via in direzione delle città più grandi, ma durante l’inverno tutto si complica: il colle, infatti, rimane chiuso per tutta la stagione a causa delle condizioni meteo. Nonostante questo, in questi primi mesi freddi il transito di richiedenti asilo attraverso Bardonecchia non si è azzerato, ma al contrario i numeri sono decisamente superiori rispetto allo scorso anno. Di conseguenza, anche gli incidenti dovuti alle difficoltà del clima sono in aumento.

Mentre per il sindaco di Oulx «i migranti nelle stazioni non sono affatto un problema», è chiaro che la situazione non può che essere provvisoria, né può essere trattata soltanto come una questione di ordine pubblico. Alla base di tutto, rimane l’inefficienza del regolamento di Dublino, che affida la competenza dell’esame della richiesta d’asilo al Paese di primo ingresso, incentivando quindi tutti gli altri, Francia compresa, a chiudere le proprie frontiere e a rimandare indietro chiunque riesca ad attraversarle.

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