31 gennaio – La PMT è fallita
Radio Beckwith evangelica

La Pmt di Pinerolo è fallita. L’azienda, la cui sigla stava per Paper Machinery Technology, fabbricava macchinari per cartiere, ed era nata nel 2000 dall’acquisizione della Beloit Italia, parte della Beloit Corporation, la multinazionale statunitense che dal 1957 al 2000 aveva lavorato insieme alla sua filiale pinerolese. La Pmt contava 178 dipendenti, tra cui molti specializzati in ingegneria meccanica, automazione e servizi per la produzione di macchine per tutti i tipi di carta.

A inizio settembre l’azienda aveva chiesto e ottenuto dal Tribunale di Torino il concordato preventivo per evitare il fallimento: l’amministratore delegato, Luca Nugo, avrebbe dovuto presentare un piano di rilancio dell’azienda che però non è arrivato. I sindacati speravano in una soluzione molto differente: si auguravano che l’azienda non fallisse, che la proprietà presentasse un piano e che in ultima istanza una multinazionale finlandese o austriaca acquisisse interamente l’azienda e garantisse il lavoro per tutti.

Dopo il 31 gennaio, giorno di apertura delle buste davanti al curatore fallimentare e al giudice di Torino, la realtà si è rivelata molto differente. L’unica offerta d’acquisto, infatti, è arrivata dall’azienda Papcel, della Repubblica Ceca, che ha previsto nella prima fase di garantire solo 72 posti di lavoro. Adesso, nello stabilimento di Via Martiri del XXI, a Pinerolo, lavoreranno alle commesse rimanenti soltanto 42 persone.

La Pmt di Pinerolo è fallita. L’azienda, la cui sigla stava per Paper Machinery Technology, fabbricava macchinari per cartiere, ed era nata nel 2000 dall’acquisizione della Beloit Italia, parte della Beloit Corporation, la multinazionale statunitense che dal 1957 al 2000 aveva lavorato insieme alla sua filiale pinerolese. La Pmt contava 178 dipendenti, tra cui molti specializzati in ingegneria meccanica, automazione e servizi per la produzione di macchine per tutti i tipi di carta.

A inizio settembre l’azienda aveva chiesto e ottenuto dal Tribunale di Torino il concordato preventivo per evitare il fallimento: l’amministratore delegato, Luca Nugo, avrebbe dovuto presentare un piano di rilancio dell’azienda che però non è arrivato. I sindacati speravano in una soluzione molto differente: si auguravano che l’azienda non fallisse, che la proprietà presentasse un piano e che in ultima istanza una multinazionale finlandese o austriaca acquisisse interamente l’azienda e garantisse il lavoro per tutti.

Dopo il 31 gennaio, giorno di apertura delle buste davanti al curatore fallimentare e al giudice di Torino, la realtà si è rivelata molto differente. L’unica offerta d’acquisto, infatti, è arrivata dall’azienda Papcel, della Repubblica Ceca, che ha previsto nella prima fase di garantire solo 72 posti di lavoro. Adesso, nello stabilimento di Via Martiri del XXI, a Pinerolo, lavoreranno alle commesse rimanenti soltanto 42 persone.