Cosa vuol dire essere “comunità“? Quali sono le storie legate a una radio come la nostra?

Per il lancio del nuovo palinsesto e per il compleanno della nostra emittente del prossimo 1° novembre, abbiamo pensato di chiedere ai nostri ascoltatori e alle nostre ascoltatrici di essere “comunità” insieme a noi.

Ecco le storie che ci sono arrivate. Perché la nostra radio è fatta da persone.

Gianna

Ascolto sempre volentieri RBE, in particolare al mattino mentre lavoro. La mia radio è sempre sintonizzata su questa emittente anche in macchina, quindi appena posso vi ascolto con piacere, anche la sera.
Cosa rappresenta per me, Radio Beckwith?
Un’ottima radio locale, mi fa scoprire tante cose di cui non ero a conoscenza, tanti bravissimi musicisti emergenti, poeti… In più amo quando parlate di arte e cucina. E’ bello che mi facciate scoprire tante cose di cui non ero a conoscenza, compresi gli eventi che raccontate in diretta.
In più, non ultima, la vostra buona musica.

Fabio

RBE mi accompagna stabilmente in auto, per simpatia, amicizia speakers e contenuti.

Adoro la rassegna stampa mattutina, ascolto Pentathlon e Tutto qui (quando riesco), saltuariamente Café Bleu ma sto fuori per quello speaker serale che “racconta” senza sottofondo musicale.

Rbe è una fresca e positiva abitudine.

Paola

Il primo ricordo che mi viene in mente pensando a Radio Beckwith?

Ho sentito la radio vicina e davvero comunitaria quando ho seguito per la prima volta le vostre dirette durante l’alluvione dello scorso anno.

Io ero alla guida in zone difficili e mi sono sentita meno sola e più al sicuro.

Mi fidavo di voi e mi sentivo coinvolta e utile mandando i miei aggiornamenti quando era necessario.

Ogni giorno, invece, torno a casa per la pausa pranzo e accendo la radio già sintonizzata su RBE (ho una radio con la rotellina per sintonizzare!) per ascoltare voci di persone che conosco, di cui mi fido.

Per me RBE rappresenta la certezza che è possibile anche l’impossibile o, almeno, il molto difficile! Questo per diverse ragioni: mantenere e far crescere una radio locale, rinnovarla e rimodernarla, renderla leggera ma anche colta e sociale trovando un giusto compromesso, vedere la passione negli occhi di chi ci lavora e incontrarli sempre “sul campo”.

Questo è davvero comunitario, onesto e familiare, quindi sicuro e affidabile! Non l’ascolto sempre, ma ci sono affezionata come a un componente di famiglia!

Alberto

Radio Beckwith accompagna la mia giornata fin dalla mattina quando ascolto la rassegna stampa di Cominciamo Bene.

Non sono credente ma ascolto i viaggi di Daniela nella Riforma e quando capita le letture in lingua del Vangelo per i cugini del Rio de la Plata.

Poi intrattenimento e territorio, due argomenti che so di essere di vostra competenza ma che, ahimè, riesco a seguire appena posso e soprattutto in podcast.
Infine l’estate e le sue notti con le atmosfere lounge di un vostro programma, Moon Safari, che ascoltavo tornando dal mio lavoro ai vari Festival: sono state compagne molto dolci e rilassanti. 

Ma ciò che amo maggiormente di Radio Beckwith è vederla per le strade, nelle piazze, ai concerti.

Per questo vi ringrazio per la fatica ed il lavoro che condividiamo per raccontare i territori che viviamo.

Manuela e Giulia

RBE per noi è la colonna sonora che colleghiamo a vari momenti del nostro quotidiano.

Per descrivere quello che per noi rappresenta ci rifacciamo a un pensiero di Lorenzo Jovanotti: “per me l’ideale è una piccola grande radio. Un network capace di arrivare ovunque ma con lo spirito dell’emittente piccola, locale. Non credo nell’elefante, nella radio enorme dove la musica viene scelta dalle case discografiche. La musica deve essere scelta dal disc-jockey perché altrimenti si distrugge questa palestra di idee che è il mezzo radiofonico”.

Ecco: RBE per noi!

Andrea

Ormai da un paio d’anni RBE è l’unica stazione radio che ascolto con continuità. C’è molta energia da parte degli speakers e trovo molto interessanti e varie le trasmissioni proposte. Per me ci sono soprattutto ” voci amiche”, da Matteo a Claudio, da Diego e Billo, in più grazie alle dirette Facebook non solo più voci ma anche volti!

Radio Beckwith Evangelica mi assicura ottima informazione sul territorio e approfondimenti culturali notevoli e mai scontati.

Sabina

Il mio primo incontro con le frequenze di Radio Beckwith Evangelica risale alla fine degli anni Novanta.

Ci lavorava il mio fidanzato e capitavo spesso in quei locali stretti e bui. Mi piaceva fermarmi a sfogliare libri e riviste nella stanzetta al fondo del corridoio, una cosa a metà tra un salotto e una sala di redazione. I mezzi erano pochi, si respirava un’aria di forte creatività e di ricerca musicale raffinata e alternativa di cui capivo poco o niente.

Ho poi ritrovato la Radio molti anni dopo, nella sede attuale, un’ampia sala luminosa che si affaccia su un bel giardino. Alla guida un’équipe curiosa, intraprendente e professionale. 

La Radio ha una storia di resistenza, ha subito varie evoluzioni tecnologiche e culturali conservando la stessa tenacia in oltre trent’anni di vita. E questo lo si deve certamente alla sua capacità di mantenere vivo l’interesse negli ascoltatori e nelle ascoltatrici.

La Radio per me oggi rientra tra quegli strumenti indispensabili per tornare a comprendere qualcosa di più di una terra peculiare, piena di identità e simboli come quella delle “Valli Valdesi”. Una porzione di mondo certamente piccola ma dalla storia complessa, ricca di narrazioni, utili per interpretare anche il resto del protestantesimo italiano.

Maurizia

Ascolto Radio Beckwith Evangelica quando sono in macchina, mentre vado al lavoro l’associo a Cominciamo Bene, quando ritorno a Tutto qui.

Invece quando faccio la casalinga e, quando posso in ufficio, ascolto volentieri Café Bleu. La sera, prima di addormentarmi, mi piace ascoltare Moon Safari, adoro le proposte musicali di questi due programmi.

Come assessora, per me RBE è un ottimo e importante canale di comunicazione sia in uscita che in entrata grazie alla splendida attenzione sul territorio.

Preferisco le trasmissioni che parlano del territorio rispetto ad altre che trattano meno le realtà locali, quelle con poca musica e quelle a mio parere un po’ pretenziose.

Evviva un po’ di leggerezza!

Doris

Ricordo molto bene il mio primo incontro con RBE, era uno dei suoi appuntamenti all’insegna della musica dal vivo!

Durante la diretta di Moon Safari ascoltai il live dei Materianera, band torinese che amo moltissimo.

Ecco cos’è per me, Radio Beckwith Evangelica: è opportunità, è passione per la musica, è dar voce alle nostre piccole grandi importanti realtà.

Patrik

Pur non riuscendo ad associare Radio Beckwith Evangelica a un qualcosa che si ripete nel mio quotidiano, riesco a non perdermi i momenti più importanti soprattutto grazie ai podcast che mi permettono di ascoltarvi nelle ore più impensabili. E’ un modo fondamentale, per me, perché riesco a non perdermi i momenti più interessanti, ad esempio quando ospitate personaggi che mi incuriosiscono o quando presentate progetti locali del nostro territorio. 

Mi manca tantissimo la routine dove oltre al programma riesci ad assaporare anche il brano e la scoperta musicale realizzata in diretta!

La radio per me è un mezzo intramontabile di comunicazione, cultura e svago, ammetto volentieri che ho imparato a conoscerla “da vicino” grazie a voi di RBE!

Valentina

Grazie Radio Beckwith Evangelica, perché nessun’altra radio mi fa felice con Manu Chao, Bob Marley e Lou Dalfin uno dopo l’altro.

Finché, andando in macchina verso Torino, al posto di RBE compare la voce di padre Livio… 

Irene

Ascolto abbastanza frequentemente Radio Beckwith Evangelica, fin da piccola.

Ricordo in particolare le interviste ai responsabili dell’animazione giovanile valdese, la trasmissione in patois realizzata dai ragazzi di Prali e le trasmissioni delle partite di hockey della Valpe.

RBE mi fa compagnia soprattutto al mattino, è una buona compagna di viaggio del mio mattino!

Giovanni

Per me RBE è associata alla settimana sinodale e il suo impegno con le interviste, le dirette streaming anche in video, gli approfondimenti.

Ricordo anche la prima volta che l’ascoltai: ero in macchina sulla strada che da Luserna porta a Pinerolo e la cosa che mi aveva incuriosito fu la trasmissione che stava andando in onda in quel momento. Assomigliava parecchio al programma “ad alta voce” di Radio3 ma in questo caso la lettura era fortemente caratterizzata da un accento piemontese per nulla camuffato. 

Devo ammettere che lo trovai molto buffo.

Marco

Ascolto Radio Beckwith Evangelica essenzialmente durante i programmi di Claudio, cioè Café Bleu e Moon Safari. Sia in diretta, quando posso, ma soprattutto in podcast.

RBE rappresenta il mio contatto con il territorio in cui vivo, una bella sensazione di amicizia che mi lega agli speaker, l’attenzione per l’arte e per la musica, perché i gusti musicali trovo siano assolutamente affini ai miei.

Valeria

Ricordo ancora la prima volta che mio padre sintonizzo’ la vecchia radio da laboratorio sulle frequenze di Radio Beckwith Evangelica. Ero bambina.
La radio era, specie da lassù, un modo efficace per respirare la vivacità delle Valli: il fermento culturale, l’esigenza del dibattito sui grandi temi, la buona musica.

Ci capivo poco, ma le voci che salivano al mio piccolo paese, riallacciavano un contatto quotidiano con quelle che all’epoca mi sembravano distanze importanti. La Val Pellice mi appariva lontana, e ogni volta che chiedevo a mio padre se lo fosse davvero, mi rispondeva: “Tranquilla, un giorno o l’altro andiamo a Torre, facciamo una bella gita a salutare tutti gli amici che non vedo da un pezzo”.

La radio raccontava una storia quotidiana in quel laboratorio pieno di trucioli, finché divenne un appuntamento: tra la fiaba letta ad alta voce e un documentario in diretta.

Oggi, trent’anni dopo, RBE potrei definirla “casa”, non soltanto perché vivo le Valli e in queste mi muovo e lavoro, ma proprio per quel senso di accoglienza amicale che ricevo ogni volta che varco il cancello d’ingresso. Visi, saluti, abbracci, il profumo denso degli studi…Ecco: la fiaba svelata.

La ascolto in ogni momento buono: in laboratorio, in macchina. È uno scambio di tempo: il mio dell’ascolto e quello degli amici che prestano la loro voce al microfono e mi fanno buona compagnia. Mio padre ed io non ci andammo mai a Torre insieme, non ci fu il tempo.

In compenso però, la stessa radio è scesa da Rodoretto e ora s’appoggia sul davanzale del mio laboratorio. Così RBE, per me, è sempre stata una sorta di ponte tra le realtà minuscole come la mia, e il fondovalle con la sua vivacità.

Daniele

Ogni volta che ascolto Radio Beckwith Evangelica mi viene in mente la “Simo Dance Selection”! È grazie a quel programma del sabato pomeriggio e ai sui conduttori, Simone & Pika, se vi ho conosciuti!

Si parla di un po’ di anni fa ma li ricordo con piacere.

Erica

Sono tanti i ricordi che mi legano a Radio Beckwith Evangelica.

Qual è il primo? Ricordo perfettamente la prima volta che mi sono avvicinata a questa emittente: era un’estate di diversi anni fa quando in Val Chisone si svolgeva un sentito festival, il Rourestock. Ricordo anche lo speaker, era French D.J. con Music On The Air.

Barbara

Ascoltavo Radio Beckwith Evangelica in concomitanza delle partite Valpe, poi, ho ascoltato lo scorso anno l’intervista alle mie amiche Paola e Sefora durante Café Bleu e non ho più smesso.

Vi ascolto in settimana con lo streaming: siete una buona compagnia durante la giornata di lavoro, con argomenti interessanti e buonissima musica.

È molto piacevole ascoltarvi e vedere le dirette Facebook per dare un volto alle vostre voci, è un po’ quasi come conoscervi.

Siete diventati una consuetudine nella mia giornata!