Racconti dal #Sinodovaldese 2017

Tutto quel che abbiamo realizzato dal 20 al 25 agosto in occasione del Sinodo delle chiese metodiste e valdesi. Foto copertina: P Romeo
28 agosto 2017

Il quinto video di riassunto dal #SinodoValdese. Trovate tutti i link qui sotto e molto di più in questa pagina del nostro sito.

Guarda

 

1 → Le dirette video della giornata conclusiva del sito

2 → L’intervista del sito della Chiesa Evangelica Valdese al presidente del seggio del sinodo

3 → L’intervista del sito della Chiesa Evangelica Valdese a Heikki Huttunen, segretario generale della Conferenza delle Chiese Europee

4 → Il comunicato stampa dell’agenzia stampa NEV – notizie evangeliche su “Famiglie al plurale”

5 → L’articolo di Riforma-Eco delle Valli valdesi su “Famiglie al plurale

6 → Il comunicato stampa dell’agenzia stampa NEV – notizie evangeliche su libertà religiosa e terrorismo

25 agosto 2017
Elezioni cariche Sinodo 2017-2018

Tutti gli eletti e le elette al termine del Sinodo valdese 2017.

Tavola Valdese

Eugenio Bernardini (moderatore), Luca Anziani (vicemoderatore) Jens Hansen, Italo Pons, Greetje van der Veer, Manuela Vinay e Laura Turchi (neo eletta).

Commissione Sinodale per la Diaconia (Csd)

Giovanni Comba (presidente), Massimo Long, Victoria Munsey, Antonio Ricco, Alessandro Sansone, Francesco Sciotto e Ilaria Valenzi. (neo eletta).

Commissione d’Esame 2018 sull’operato della Tavola, dell’Opcemi e della Facoltà valdese di Teologia

Ruggero Marchetti, Francesca Marini, Silvana Ronco e Luciano Zappella.

Commissione d’Esame 2018 sull’operato della Csd – Diaconia Valdese.

Ingrid Squitieri, Davide Ollearo, Alida Chiavenuto e Mario Vanzella.

Comitato permanente Opcemi

Mirella Manocchio (presidente), Richard Ampofo, Samuele Carrari e Claudio Paravati.

Consiglio di Facoltà valdese

Fulvio Ferrario (decano), Lothar Vogel (vicedecano), Eliana Bouchard, Sergio Gentile, Antonella Varcasia, Eleonora Natoli e Angelita Tomaselli.

Seggio Sinodo 2018

Daniele Bouchard (presidente) e Patrizia Bertesi (vicepresidente). La predicazione al culto apertura del 2018 è affidata a Emanuele Fiume, pastore valdese a Roma, via IV novembre.

25 agosto 2017

Cinque persone, cinque storie per un viaggio radiofonico che ha ripercorso alcune tappe del loro vissuto che le ha portate alla scelta di diventare pastori e pastore della chiesa valdese.

Dall’ateismo all’attività di agente immobiliare passando da un lavoro di educatore di strada all’Accademia delle Belle Arti fino alla carriera di medico.

Abbiamo parlato di questo e molto altro nel viaggio di #RBEonTourEstate, una trasmissione condotta da Claudio in diretta audio e video disponibile sulla nostra pagina Facebook e su www.rbe.it

Guarda il video

 

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25 agosto 2017
Testamento biologico nelle valli valdesi

Testamento Biologico: la situazione nel pinerolese in attesa della legge

Il video realizzato da Radio Beckwith Evangelica

In Italia non esiste ancora una legge specifica sul testamento biologico e sui trattamenti di fine vita. Nel paese sono poco più di 150 i comuni che hanno deciso di istituire un registro per il testamento biologico,per lo più concentrati in Emilia, Friuli e Toscana come riporta il sito associazionelucacoscioni.it. I municipi che hanno creato il registro non rappresentano neppure il 2% degli oltre 8mila Comuni italiani, ma ospitano circa un quinto della popolazione complessiva. Ci sono Milano, Torino, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Cagliari, Napoli e Palermo.

Cosa succede nel Pinerolese e nelle valli valdesi?

Nelle valli valdesi, soltanto Pinerolo, Torre Pellice e Pomaretto hanno istituito il registro che raccoglie le disposizioni di fine vita dei cittadini. A Pinerolo esiste dal 2013, e in questi anni 2 persone hanno deciso di registrare le proprie volontà. A Torre Pellice il registro c’è dal 2010 e in questo caso i testamenti sono 21. Pomaretto, in val Germanasca l’ha istituito dal 2011 e contiene, fin’ora, un solo testamento biologico.

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24 agosto 2017

Da migranti a individui con nome e cognome

Ci sono chiese che da anni sperimentano accoglienza e integrazione con il progetto di Essere chiesa insieme. Ne parliamo con la diacona Alessandra Trotta, che ci racconta le sue esperienze

Le chiese protestanti italiani si interrogano con forza sui fenomeni migratori che coinvolgono lʼItalia e le nostre chiese. Cambiamenti importanti che impongono riflessioni sullʼaccoglienza e sulle strategie di integrazione.

Sempre più persone che frequentano i culti protestanti e condividono la fede non hanno la pelle bianca, non parlano lʼitaliano, propongono canti e musiche nuovi, raccolgono le offerte in modo differente da come siamo abituati.

Invece di erigere muri e innalzare barriere si tratta di mettere sempre più in pratica, in ogni comunità, ciò che il progetto Essere chiesa insieme propone da anni: unʼintegrazione che tenga conto delle diverse sensibilità, storie, spiritualità, attitudini, per creare spazi nuovi in cui tutti si possano riconoscere.

Si tratta, con un poʼ di buona volontà e un orecchio aperto allʼascolto, di sapere cogliere le opportunità che derivano da uno scambio di comunità, pensieri e culture.

Alessandra Trotta, diacona della chiesa metodista di Napoli Portici, racconta di essere cresciuta in una delle prime comunità che hanno sperimentato il progetto Essere chiesa insieme, quella di Palermo: «Era la fine degli anni Ottanta, i primi anni Novanta, quando ancora non cʼera la percezione che lʼItalia, fino ad allora paese di emigrazione, stava invece diventando punto di arrivo dei grandi fenomeni migratori.

La comunità di Palermo provò ad avviare progetti di integrazione attraverso lʼattività diaconale. Non si trattò soltanto di aprire le porte a nuove persone, ma di accettare la trasformazione che questo incontro apriva: ciascuno doveva essere disponibile a lasciare qualcosa indietro, in un cammino comune che portava verso nuove realtà. Mettemmo in discussione anche i momenti dei nostri culti, le nostre abitudini, e queste riflessioni ci hanno aiutato sia a riscoprire il senso di quel che facciamo, sia anche a capire che può essere bello provare modi diversi. Quando le abitudini altrui diventano anche le tue,non ci sono più stranieri accolti, ma nostri fratelli in tutti i sensi».

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