“Sono diversi i cibi che entrano nel nostro Paese su cui grava l’accusa di essere ottenuti dall’utilizzo del lavoro forzato”. Lo comunica Coldiretti Cuneo sottolineando l’importanza dell’accordo raggiunto da Parlamento e Consiglio europei sul regolamento che vieta l’immissione e la messa a disposizione sul mercato comunitario di prodotti ottenuti da moderne forme di schiavitù che riguardano oltre 26 milioni di persone in tutto il mondo, tra cui i minori”. Oltre all’aspetto etico, dice il presidente di Coldiretti Cuneo, Enrico Nada, “Si tratta di cibi che finiscono sugli scaffali dei nostri supermercati, fanno concorrenza sleale ai produttori agricoli locali e italiani e mettono a rischio la salute dei consumatori.