L’associazione Antigone ha pubblicato il settimo rapporto dedicato alle carceri minorili, intitolato “Prospettive minori“. Il testo include un’analisi della detenzione di minori negli ultimi due anni, uno di quegli ambiti in cui l’esperienza italiana viene ammirata a livello internazionale, ci racconta Alessio Scandurra, o almeno così era fino a qualche tempo fa.

Nel corso degli anni presi in considerazione, infatti, è stato varato il famoso Decreto Caivano, che si sta già facendo sentire: solo in questi pochi mesi (è stato varato nel settembre 2023) sta già facendo segnare un aumento delle detenzioni. “Dal decreto Caivano in poi, il rischio che questi 35 anni di lavoro vengano cancellati e i ragazzi persi per strada è una prospettiva drammatica e attuale” ha commentato Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, durante la presentazione del rapporto.

Si tratta quindi di una svolta securitaria: arrestare i “criminali”, il più possibile, facendo traballare quelle tutele che dovrebbero essere alla portata di tutti i detenuti, e ancora di più i minori, nonostante sia provato che il carcere sia lo strumento che più aumenta la recidiva.