Ci ricordiamo, ma forse ormai vagamente, degli attentati di Breivik a Oslo e Utoya, Traini a Macerata e Tarrant in Nuova Zelanda, oltre alle notizie di estremisti di destra coinvolti in sparatorie letali negli Stati Uniti. Ma forse non li abbiamo raccontati e affrontati con la giusta attenzione, e soprattutto li abbiamo spesso rappresentati in modo parziale: li abbiamo definiti casi isolati e spesso li abbiamo attribuiti a gesti carichi di follia individuale.

Le cose, secondo il giornalista e autore Leonardo Bianchi, non stanno così. Ad unire questi e tanti altri episodi violenti è una trama più o meno fitta di ideologia iper-conservatrce, recupero e rimodulazione delle teorie naziste, e filosofie politiche sempre più presenti nel panorama internazionale, assieme ad una crescente bolla di discussione online che, per quanto bizzarra, genera conseguenze molto concrete e violente. Gli attentatori agiscono quindi da soli, e questa è la particolarità di questa fase storica; ma non sono giunti autonomamente a quella terrificante conclusione.

Ne parliamo in occasione dell’uscita del libro che Bianchi ha scritto sul tema, Le prime gocce della tempesta.