Legambiente ha pubblicato il Report “Mal’Aria”, documento che analizza lo stato dell’aria in Italia. Il dato generale vede un leggero miglioramento, ma non sufficiente da poter parlare di una vera inversione di rotta: scendono a 13 le città che hanno superato i limiti giornalieri di polveri sottili PM10 contro i 25 del 2024, i 18 del 2023 e i 29 del 2022. Per quanto riguarda il Piemonte, la città di Torino, pur avendo sforato il numero di giorni di sforamento ha visto una riduzione del 30%. Criticità anche nei centri abitati a minor densità abitativa della pianura (come Borgaro Torinese) e nelle aree orograficamente ai piedi dei rilievi montani e collinari (come Domodossola e Chieri), con medie elevate di uno o più tra gli indicatori quali il PM10, PM2.5 e biossido di azoto. La condizione di Mondovì , dove si registrano medie fuori dai limiti previsti per il 2030 nonostante si tratti di una cittadina del cuneese sita ai piedi delle Alpi Marittime ben al di fuori dalle dinamiche della città metropolitana di Torino e da quelle della pianura, restituisce – secondo il report – una fotografia degli effetti delle mancate strategie politiche in materia di mobilità, efficienza energetica del patrimonio edilizio e persistenza di sistemi di riscaldamento ormai obsoleti in termini tecnologici e di combustibile.
Ai nostri microfoni il commento della presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta Alice De Marco



