Dall’apertura avvenuta il 22 ottobre 2025 il Museo d’Arte Orientale di Torino ha superato le 100000 le visite all’esposizione, numeri mai raggiunti prima dal MAO. Perché questa mostra è così popolare? Ne abbiamo parlato su RBE con il direttore Davide Quadrio
Dal 22 ottobre 2025 al 28 giugno 2026 le sale del MAO, il Museo d’Arte Orientale di Torino, ospita “Chiharu Shiota: The Soul Trembles”, mostra curata da Mami Kataoka e Davide Quadrio con l’assistenza di Francesca Filisetti e Anna Musini. Lo scorso fine gennaio 2026, a poco più di tre mesi dall’apertura dell’esposizione, il MAO ha comunicato i dati di affluenza di persone visitatrici. Per la prima volta il museo torinese con sede in via San Domenico 11 ha registrato oltre 100000 visite in circa cento giorni di una sua mostra. Dove nasce il successo di “Chiharu Shiota: The Soul Trembles”? Giovedì 22 gennaio 2026 ne abbiamo parlato in diretta sulle frequenze radio TV di RBE, durante il programma Café Bleu, con il direttore del MAO, Davide Quadrio.
Innanzitutto, chi è Chiharu Shiota?
“Chiharu Shiota è un’artista giapponese che da circa trent’anni vive a Berlino, città che prima del Duemila ha influenzato molto il suo modo di intendere l’arte, alla Marina Abramović. Da queste suggestioni Shiota si è poi distaccata costruendo quelli che definisco “ritratti astratti”. In questi lavori la persona non si vede ma emerge la sua energia che cambia il mondo, un potere che crea spazi immersivi molto emozionanti”.
Com’è nata la mostra The Soul Trembles?
“Fin dall’inizio della mia direzione al MAO porto avanti un obiettivo molto chiaro. Ogni progetto entra in quello successivo creando uno nuovo spazio museale in cui accadono delle cose, questo aspetto è confermato dalla parte performativa e musicale del Museo che le dà un’anima particolarmente internazionale. Con Chiharu Shiota abbiamo lavorato per più di due anni creando una mostra site specific. Shiota ha lavorato appositamente per noi realizzando 28 opere per la mostra. Il lavoro di Chiharu ha realizzato completamente quello che avevamo pensato: invitare un’artista che prendesse il MAO per trasformarlo in un’esperienza totalizzante”.
Quindi visitare il MAO per la mostra The Soul Trembles ci permette di scoprire un nuovo spazio museale?
“Sì, certo. Visitare la mostra vuol dire riscoprire il Museo in una dimensione differente dal passato. Permette di scoprire, o riscoprire, il MAO in una veste totalmente nuova dove la relazione tra artista, spazio e persone che interagiscono diventa davvero immersiva. L’idea era proprio quella di creare per il pubblico un’esperienza di questo tipo, emozionale e trasformativa. Ed è quello che sta proprio accadendo, anche fuori dal Museo”.
Come MAO vi aspettavate risultati di questo tipo, a livello di pubblico? State riflettendo su cosa potrà succedere al Museo dopo questa mostra?
“Personalmente immaginavo che questa mostra diventasse virale ma non con questi numeri e in maniera così immediata. Cosa succederà dopo questa mostra? Ovviamente dobbiamo pensare al poi, fa parte del nostro lavoro. Questa mostra è di successo perché è generosa e non ostacolante. Non è l’arte contemporanea che non capisco. Questo rendere comprensibile senza semplificare penso sia una lezione molto importante da tenere presente per il futuro”.
Nel podcast che si può ascoltare cliccando sul link all’inizio dell’articolo, un contenuto disponibile nel podcast di Café Bleu su Spreaker e su altre piattoforme, con Quadrio scopriamo altre informazioni su The Soul Trembles e sul programma pubblico di incontri e performance previsto fino al 28 giugno 2026. Specialmente per i giorni festivi e nel fine settimana, è consigliabile la prenotazione. A questo link si possono trovare ulteriori informazioni sulle attività del MAO e su The Soul Trembles.



