Un talk e uno spettacolo teatrale aprono la ventiseiesima edizione del festival dedicato all’indimenticato scrittore, poeta, traduttore di Santo Stefano Belbo. Perché il festival quest’anno ha come tema Ritorno all’uomo?
Lunedì 22 giugno 2026 a Santo Stefano Belbo (Cuneo) comincia la ventiseiesima edizione del Pavese Festival, evento organizzato dalla Fondazione Cesare Pavese in programma fino a domenica 28 giugno nel paese natio dell’indimenticato autore. Il tema scelto quest’anno per accompagnare gli appuntamenti del festival è Ritorno all’uomo. Perché questa scelta? Abbiamo posto questa domanda a Pierluigi Vaccaneo, direttore della Fondazione Cesare Pavese.
“Ritorno all’uomo è il titolo di un saggio scritto da Pavese nel dopoguerra. Ci ha colpito soprattutto per la frase simbolica “Le parole sono tenere cose, intrattabili e vive, ma fatte per l’uomo e non l’uomo per loro”. Pavese ci racconta il potere della parola, della comunicazione, quando la parola diventa accessibile, diretta e inclusiva. Queste parole così semplici nascondono un universo simbolico che la persona lettrice può andare a intercettare. Questo ha ancora più valore oggi, in un periodo storico in cui molte parole utilizzate sono superficiali perché non ne abbiamo consapevolezza”.
Nell’intervista trasmessa in diretta su RBE radio TV durante la puntata di Café Bleu di giovedì 18 giugno 2026, un contenuto che si può ascoltare cliccando sul link all’inizio dell’articolo e su Spreaker, insieme a Vaccaneo scopriamo alcuni dettagli del programma del Pavese Festival 2026. All’inizio dell’intervista con l’ospite ricordiamo la presenza di una traccia nel tema dell’esame di maturità 2026 dedicata a Cesare Pavese.



