Gli incendi sulle montagne piemontesi

Lo speciale sui roghi e sulla siccità che stanno colpendo la regione (foto copertina Meteo Pinerolo)
2 novembre 2017

Il Piemonte e le valli devastate dagli incendi

Un ottobre tra i più secchi e aridi della storia del Piemonte ha favorito l’estensione degli incendi come poche volte si era visto prima

La situazione in Piemonte si è fatta tragica domenica 29 ottobre quando tutti i boschi sopra la frazione di Mompantero a Susa hanno preso fuoco. Quell’incendio era partito da Rubiana e Caprie oltre una settimana prima e aveva risalito la val di Susa sul lato sinistro percorrendo quasi 30 chilometri.

Quella è stata la notte più drammatica per la Val Susa quando oltre 450 persone sono state evacuate dalle loro abitazioni minacciate ormai in modo quasi definitivo dalle fiamme. Fortunatamente e grazie al lavoro instancabile di Vigili del Fuoco, Aib e molti volontari nessuna prima casa è andata distrutta e nessuna persona è rimasta ferita. Dal mattino successivo, lunedì 30 ottobre, complice il meteo favorevole, l’assenza di vento e la possibilità di volare per i Canadair e gli elicotteri, la situazione è rientrata nella normalità e i fuochi sono stati spenti.

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31 ottobre 2017

L’incendio sul fronte di Bourcet è stato in parte contenuto, ma ora le fiamme si sono spostate verso la zona di Villaretto. Si tratta di focolai sparsi in zone lontane dalle abitazioni e molto impervie. I canadair non possono operare per via del fumo, ma sono in azione alcuni elicotteri.

 

Le foto del rogo nella notte tra lunedì e martedì (foto Eleonora Piton)

31 ottobre 2017

I punti più critici al momento sono il rogo tra Roure e Perrero, quello tra Venaus e Novalesa e quello tra Locana, Sparone e Ribordone. In tutti i casi si tratta di incendi in quota, lontani dai centri abitati, dove però il fumo e le nuvole impediscono l’intervento dei canadair. Ancora qualche preoccupazione per le fiamme tra Cumiana e Giaveno. Sotto controllo invece gli incendi del cuneese.

30 ottobre 2017

Giornata che ha segnato miglioramenti su molti dei fronti d’incendio sul territorio piemontese. Abbiamo sentito il sindaco di Roure Carlo Bouc, il coordinatore AIB della zona di Cantalupa e Cumiana e il coordinatore regionale AIB Sergio Pirone.

Carlo Bouc – sindaco di Roure

Paolo Maritano – Coordinatore AIB Cantalupa e Cumiana

Sergio Pirone – Coordinatore AIB Piemonte

30 ottobre 2017

L’incendio in Val Susa

Anche alcuni alloggi della Diaconia Valdese evacuati per le fiamme

Oggi splende il sole sulla Val di Susa, non si vedono ancora nuvole di pioggia all’orizzonte.

Ieri sono state sfollate circa 400 persone – ha detto Sergio Pirone, coordinatore degli AIB piemontesi, ospite in Mais di Radio Beckwith – non ci sono danni ad abitazioni principali e a persone. La situazione nella notte è stata tenuta molto bene sotto controllo, il fronte si sta muovendo parallelamente alla valle e contemporaneamente si è spostato verso Novalesa. I mezzi aerei in questo momento stanno contenendo questa parte emergenziale».

Il 29 ottobre c’è stata l’ordinanza di evacuazione per gran parte il comune di Mompantero, e anche la Diaconia Valdese ha dovuto spostare una famiglia di rifugiati accolta in un appartamento e altri 4 ragazzi rifugiati. Queste persone sono state accolte presso le suore del Monsignor Rosaz e in case di altri richiedenti asilo della Diaconia Valdese a Susa. Abbiamo chiesto dettagli a Noemi Bertolotto, operatrice della Diaconia Valdese in Val Susa.

La vostra è stata un’evacuazione in “pre allerta” o in emergenza piena?

«È stato un intervento precauzionale però è vero che le fiamme si stavano veramente avvicinando al centro abitato, erano basse ed era necessario andarsene. Molte persone sono rimaste più del dovuto (firmando per la responsabilità) per cercare di proteggere le proprie abitazioni, bagnando e facendo punti acqua intorno alle case. Nella notte però, hanno davvero dovuto lasciare tutti le abitazioni».

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30 ottobre 2017

Oggi spende il sole sulla Val di Susa, non si vedono ancora nuvole di pioggia all’orizzonte.

Il 29 ottobre c’è stata l’ordinanza di evacuazione per gran parte il comune di Mompantero, e anche la Diaconia Valdese ha dovuto spostare una famiglia di rifugiati accolta in un appartamento e altri 4 ragazzi. Queste persone sono state accolte presso le suore del Monsignor Rosaz e in case di altri richiedenti asilo della Diaconia Valdese a Susa.

La vostra è stata un’evacuazione in “pre allerta” o in emergenza piena?
«È stato un intervento precauzionale, però le fiamme si stavano veramente avvicinando al centro abitato, erano basse ed era necessario andarsene. Molte persone sono rimaste più del dovuto, (firmando per la responsabilità) per cercare di proteggere le proprie abitazioni, bagnando e facendo punti d’acqua intorno alle case. Nella notte, però, hanno davvero dovuto lasciare tutti le abitazioni. La cosa positiva è che stamattina è stata revocata l’ordinanza e il fuoco è maggiormente sotto controllo rispetto a ieri, soprattutto sopra Mompantero e sopra Venaus. C’è ancora un fuoco a Venaus che stanno spegnendo con i Canadair però è sicuramente diverso da ieri: l’aria è diventata più respirabile, non c’è il grande fumo e non si vedono più le enormi fiammate sulla montagna che facevano tantissima paura. La situazione è ancora aperta a Novalesa».

Notizie confermate, poco dopo, dal coordinatore regionale degli AIB, Sergio Pirone.

30 ottobre 2017

Il punto della situazione di lunedì mattina con Sergio Pirone, coordinatore AIB in Piemonte

Mompantero e Val Susa

«Sono state sfollate circa 400 persone, le condizioni metereologiche non permettevano i lanci dei mezzi aerei pesanti e il carico sul Moncenisio quindi si è combattuto casa per casa. Non ci sono danni ad abitazioni principali e a persone. La situazione nella notte è stata tenuta molto bene sotto controllo, c’è un rientro non alla normalità ma almeno al controllo dell’incendio. Si sta parlando già di un possibile rientro delle persone nelle abitazioni. Il fronte si sta muovendo parallelamente alla valle e contemporaneamente si è spostato verso Novalesa. I mezzi aerei in questo momento stanno contenendo questa parte emergenziale».

Locana

«Abbiamo avuto una recrudescenza nella zona di Locana, Sparone e del Parco del Gran Paradiso. Adesso [il fronte dell’incendio] sta ritornando verso Ribordone».

Val Chisone

«In Val Chisone nel tardo pomeriggio di ieri c’è stato un aumento del fuoco con degli abbassamenti verso le borgate che sono stati tenuti, a quel che mi risulta, dai volontari AIB e dal supporto dei vigili del fuoco a terra».

Provincia di Cuneo

«Nel cuneese la situazione è più stabile. Ci sono due punti: a Demonte, dove sta minacciando la zona di una centrale idroelettrica, si sta muovendo verso il Vallone dell’Arma ed è in contenimento. A Casteldelfino e Pontechianale, grande attenzione perché l’incendio non vada nelle zone di pregio del Bosco dell’Alevé. A Sambuco e per la strada del Colle della Maddalena, l’incendio è in bonifica e si vedrà a breve di riaprire il valico alpino».

I mezzi aerei

«4 canadair, 6 elicotteri regionali, 2 elicotteri dei vigili del fuoco e un elicottero dell’esercito. Abbiamo avuto un supporto di canadair dai croati: su due mezzi hanno dovuto dislocarne uno per l’incendio di Varese».