Storie dalla frontiera alpina

Come uno storico luogo di passaggio in Val Susa sta tornando ad essere un confine difficilmente valicabile
18 Dicembre 2017

Cordata di solidarietà domenica 17 dicembre nella vallée de la Clarée verso il Colle della Scala per denunciare i rischi che corrono i migranti che cercano di attraversare le montagne dalla Val Susa verso la Francia. La manifestazione è stata organizzata dal collettivo Tous migrants che ha voluto riportare al centro dell’attenzione, nel corso della due giorni di mobilitazione, la politica dei respingimenti da parte della gendarmerie e le denunce ai volontari.

A fine novembre era stata diffusa una petizione lanciata tra i professionisti della montagna (guide, accompagnatori, maestri di sci, ecc) per dire «En montagne comme en mer, on ne laisse personne en détresse» (In montagna come in mare, nessuna persona viene lasciata in difficoltà). Parole rilanciate nel corso della giornata di domenica 17.

 

Le foto sui social

Video

 

Mentre era in svolgimento la manifestazione è stato soccorso un migrante in prossimità del colle.

Foto copertina da La Cimade

6 Dicembre 2017

A fine novembre Trenitalia aveva chiuso le sale d’aspetto delle stazioni ferroviarie di Bardonecchia e Oulx. Scriveva Valsusa Oggi che le motivazioni erano legate a «problemi di sicurezza legate alla presenza dei profughi in Valsusa. Questa chiusura ha lo scopo di impedire i bivacchi di giorno e di notte dei migranti in viaggio per la Francia, o respinti dalla Gendarmeria al confine e riportati in Italia».

Dopo un colloquio con il Prefetto tuttavia ad inizio dicembre le sale d’attesa sono state riaperte.

Il comunicato stampa di Trenitalia

Sempre ad inizio dicembre l’ONG Rainbow4Africa ha annunciato l’inizio della #MissioneFreedomMountainin Val Susa.


«In accordo con i sindaci della valle, le forze dell’ordine, la prefettura e i volontari già presenti Rainbow4Africa attiverà un presidio sanitario notturno presso la sede del Soccorso Alpino di Bardonecchia». 

4 Dicembre 2017

Queste le parole del sindaco di Oulx (TO), in alta val Susa, Paolo De Marchis, raggiunto al telefono, ci ha spiegato nel dettaglio la situazione portata agli onori delle cronache da quando Rfi ha chiuso le stazioni per evitare che trovassero rifugio. «Non creano nessun problema e chiudere le stazioni non è la cosa giusta da fare. Con la Prefettura stiamo collaborando benissimo, soltanto con Rfi [Rete Ferroviaria italiana, proprietaria delle stazioni] non si può comunicare e dialogare», aggiunge il primo cittadino.

Ascolta la puntata di venerdì di Tutto Qui

 

Abbiamo aperto la puntata con il dottor Alessandro Gramoni, del Serd di Pinerolo, il servizio dipendenze, per parlare della situazione dell’Hiv e della sua prevenzione nel pinerolese nel giorno della Giornata Mondiale per la lotta contro l’Aids.

Poi con il sindaco di Oulx, Paolo De Marchis, spiega la situazione in alta val di Susa dove ha fatto notizia il caso di Rfi che ha chiuso le stazioni per non far dormire alcuni migranti che cercano rifugio in attesa di svalicare verso la Francia. «Situazione assurda, per ora sistemata anche grazie all’ottima collaborazione con la prefettura. Soltanto Rfi non si è fatta sentire. Hanno già chiuso la biglietteria a Bardonecchia e speriamo che non facciano la stessa cosa con Oulx», spiega il sindaco.

Nella terza parte siamo stati con Alessandro Spnau, pastore battista a Torino per la presentazione del concerto Gospel in favore dei senzatetto.