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405 Colpi – Praticare l’ascolto e il conflitto – Intervista a Marianella Sclavi

Ascolta la Puntata:

TEMA DELLA PUNTATA N. 5

Siamo capaci di ascoltare spontaneamente o è necessario imparare? E come è possibile imparare ad ascoltare se questo implica un conflitto? Cosa significa avere un atteggiamento da antropolog*? L’ascolto attivo è importante e si distingue dall’ascolto normale perché presuppone una relazione e la volontà di stare in relazione, di riconoscere che la persona che abbiamo di fronte ha le sue ragioni ed è intelligente. E’ importante pensare che il conflitto sia inevitabile perché siamo diversi e non dobbiamo averne paura. Il diverso punto di vista può trasformarsi in risorsa e ci può aiutare a dare maggiore profondità alla visione comune. Per questo bisogna intendere il conflitto come qualcosa di creativo ed entrare in conflitto senza prefigurarsi l’esito ma prestando ascolto. C’è anche bisogno di una autoconsapevolezza emozionale, capace di cambiare l’idea comune di emozione. Quindi per ascoltare occorre abbandonare il mito della spontaneità delle emozioni e incontrare qualcuno/a che pratichi l’arte di ascoltare?

INTERVISTA A MARIANELLA SCLAVI

Laureata in Sociologia nel 1968 all’Università degli Studi di Trento, Marianella Sclavi fu attiva nella nuova sinistra. Dal 1984 al 1992 ha vissuto con la famiglia a New York, dove ha condotto esperienze dirette con i “nuovi pionieri urbani nel sud del Bronx” ,di antropologia urbana descritte in 2 libri: “A una spanna da terra” (Milano, Feltrinelli, 1989), e “La Signora va nel Bronx” (Milano, Anabasi, 1994). In Italia ha insegnato al Politecnico di Milano, affiancando all’insegnamento l’attività di consulente in programmi di risanamento dei quartieri in crisi, di progettazione degli spazi pubblici, con incarichi comuni, regioni, istituzioni scolastiche e ONG. Membra del consiglio di amministrazione della Fondazione Alexander Langer di Bolzano, ha recentemente pubblicato 2 libri di antropologia dell’ascolto: “Arte di ascoltare e mondi possibili. Come si esce dalle cornici di cui siamo parte” e “La scuola e l’arte di ascoltare: Gli ingredienti delle scuole felici”. Ha declinato 7 regole d’oro per l’ascolto attivo. Ha pubblicato numerosi saggi e articoli, tra cui:

Lotta di classe e organizzazione operaia, introduzione di Vittorio Foa, Milano: Mazzotta, 1974

A una spanna da terra: indagine comparativa su una giornata di scuola negli Stati Uniti e in Italia e i fondamenti di una metodologia umoristica, Milano: Feltrinelli, 1989 (ristampato nel 1994 dallo stesso editore, e nel 2005 da Bruno Mondadori)

Ridere dentro: un seminario sull’umorismo in carcere con Renato Curcio, Maurizio Iannelli, Stefano Petrelli e Nicola Valentino, Milano: Anabasi, 1993

La signora va nel Bronx, Milano: Anabasi, 1994 (ristampato nel 2006 da Bruno Mondadori); An Italian Lady Goes to the Bronx, Milano: IPOC, 2007

Arte di ascoltare e mondi possibili: come si esce dalle cornici di cui siamo parte, Pescara: Le vespe, 2000 (ristampato nel 2003 da Bruno Mondadori)

Costruire una pace. Per imparare a non credere nella fatalità delle guerre, Consensus Building Institute (CBI), con una conversazione di M. Sclavi con S. Romano, Milano, Bruno Mondadori, 2007

Confronto creativo: dal diritto di parola al diritto di essere ascoltati con Laurence E. Susskind , Milano, Et-al Edizioni, 2011

con Gabriella Giornelli, La scuola e l’arte di ascoltare: Gli ingredienti delle scuole felici, Milano: Feltrinelli, 2014

LINK WEB

http://it.wikipedia.org/wiki/Marianella_Sclavi

PER APPROFONDIRE

Le sette regole d’oro dell’arte di ascoltare:

  1. Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.
  2. Quel che vedi dipende dal tuo punto di vista. Per riuscire a vedere il tuo punto di vista, devi cambiare punto di vista.sclavi
  3. Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a vedere le cose e gli eventi dalla sua prospettiva.
  4. Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi. Il loro codice è relazionale e analogico.
  5. Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti,perché incongruenti con le proprie certezze.
  6. Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione interpersonale. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti.
  7. Per divenire esperto nell’arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica. Ma quando hai imparato ad ascoltare, l’umorismo viene da sè.

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