Incontri “Mi Fido di Te” e convegno “Verità” a Torino
Radio Beckwith evangelica

Dagli incontri tematici del Mi fido di Te alla tavola rotonda “Verià, mezze verità, bugie” a Torino.

Apriamo la puntata con gli incontri tematici che Cov – Diaconia Valdese propongono ai membri delle chiese valdesi del I distretto sul tema della Violenza sulle donne, per il ciclo Mi Fido di Te.
Dopo un primo momento di presentazione del tema, attraverso uno spettacolo proposto da Anna Giampiccoli (che avevamo presentato in questa puntata), ora il percorso prosegue. Si tratta di tre appuntamenti fissati nelle date di venerdì 8 febbraio a San Germano, venerdì 1 marzo a Torre Pellice e sabato 6 aprile a Pomaretto.

Ne parliamo con Alessandra Mattiola, psicologa, counsellor e membro dello staff Mi Fido di Te. “I temi toccati sono molto diversi – racconta Alessandra Mattiola – alle Tante facce della violenza all’Umanità negata: come si legittima la violenza, passando per Le relazioni difficili: come riconoscerle, trasformarle o chiuderle. Spazio, inoltre, al dibattito”.

Proseguiamo con parlando della tavola rotonda “Giustizia, politica, informazione. Verità, mezze verità, bugie. Ciò che gli italiani non sanno e che dovrebbero sapere”. Un incontro promosso dal Centro Culturale Protestante di Torino. Si svolge questa sera alle 17,30 al Centro Congressi Unione Industriale di Torino.

Ne parliamo con Avernino Di Croce, presidente dell’Associazione delle Chiese Battiste in Piemonte, che modererà l’incontro.
Introduce Paolo Ribet, vicepresidente del Centro Culturale Protestante.
“Il tema della ricerca della verità fa parte del nostro percorso biblico – spiega Avernino Di Croce – Uno dei dieci comandamenti, forse il meno seguito, ci ricorda di «Non attestare il falso contro il tuo prossimo» (Esodo 20,16). Partendo da questo invito, riflettiamo sulla nostra responsabilità nel costruire una comunicazione veritiera non solo a parole ma anche nei fatti”.

Infine, con Claudio Geymonat, aggiorniamo su una vicenda che dal 25 ottobre si svolge in Olanda. Un culto continuo per evitare il provvedimento di espulsione di una famiglia armena, che da otto anni risiede a L’Aia.
Qui potete leggere l’articolo su Riforma.it.

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