S9P7 – Musica e poesia latinoamericana
Radio Beckwith evangelica

In questa puntata riscopriamo tre poesie di altrettanti autori dell’America Latina: Pablo Neruda, Gabriela Mistral e Julio Cortazar. La lettura dei tre celebri componimenti si unisce alle nostre esplorazioni musicali al chiaro di luna. Ascolta il settimo episodio della nona stagione di Moon Safari


Moon Safari, esplorazioni musicali e poetiche al chiaro di luna

Stagione 9 – Puntata 7: Musica e poesia latinoamericana

Pablo Neruda, Gabriela Mistral, Julio Cortazar


Playlist poesie

Pablo Neruda – Piccola America

Quando osservo la forma
dell’America sulla mappa,
amore, vedo te:
le alture del rame sulla tua testa,
i tuoi seni, grano e neve,
il tuo fianco sottile,
veloci fiumi che palpitano, dolci
colline e praterie
e nel freddo del sud i tuoi piedi terminano
la loro geografia d’oro duplicato.

Amore, quando ti tocco
non solo hanno percorso
le mie mani la tua delizia,
ma rami e terre, frutti e acque,
la primavera che amo,
la luna del deserto, il petto
della colomba selvaggia,
la soavità delle pietre consumate
dalle acque del mare o dei fiumi
e il rosso intrico
della fratta dove
fame e sete stanno in agguato.
Così la mia lunga patria mi riceve,
piccola America, nel tuo corpo.
E più ancora: quando ti vedo distesa
vedo nella tua pelle, nel tuo color d’avena,
la nazionalità del mio affetto.
Perché dalle tue spalle il tagliatore di canna
di Cuba ardente
mi guarda, coperto d’oscuro sudore,
e dalla tua gola
pescatori che tremano
nelle umide case della riva
mi cantano il loro segreto.
Così, lungo il tuo corpo,
piccola America adorata,
le terre e i popoli
interrompono i miei baci
e allora la tua bellezza
non solo accende il fuoco
che tra noi arde senza consumersi,
ma col tuo amore mi sta chiamando
e attraverso la tua vita
mi sta dando la vita che mi manca
e al sapore del tuo amore s’aggiunge il fango,
il bacio della terra che mi attende.

Gabriela Mistral – Ci sono baci

Ci sono baci che emettono da soli
la sentenza di una condanna d’amore,
ci sono baci che si danno con uno sguardo
ci sono baci che si danno con la memoria.
Ci sono baci nobili
baci enigmatici, sinceri,
ci sono baci che si danno solo con l’anima
ci sono i baci proibiti e ci sono i baci veri.
Ci sono baci che bruciano e che feriscono,
ci sono baci che turbano i sensi,
ci sono baci misteriosi che hanno lasciato
i miei sogni confusi ed errabondi.

Ci sono baci problematici che nascondono
una chiave che nessuno ha mai decifrato,
ci sono baci che generano la tragedia,
quante rose in boccio ha sfogliato.
Ci sono baci profumati, baci tiepidi
che palpitano in un intimo anelito,
ci sono baci che lasciano sulle labbra impronte
come un raggio di sole in un campo gelato.

Ci sono baci che sembrano gigli
sublimi, ingenui, puri
ci sono baci traditori e codardi,
ci sono baci maledetti e spergiuri.
Giuda baciò Gesù e lasciò impresso
sul viso di Dio, il segno della sua viltà,
mentre la Maddalena con i suoi baci
fortificò pietosa la sua agonia.
Da allora nei baci palpitano
l’amore, il tradimento e il dolore,
le coppie umane assomigliano
alla brezza che gioca con i fiori.
Ci sono baci che provocano deliri
di amorosa, folle, ardente passione,
tu li conosci bene, sono i miei baci
inventati da me, per la tua bocca.
Baci di fiamma che portano impressi nel viso
i solchi di un amore proibito,
baci tempestosi, baci selvaggi
che solo le nostre labbra hanno provato.
Ti ricordi del primo?… indefinibile,
ti lasciò il viso coperto di rosee impronte
e nello spasimo di quell’emozione terribile,
gli occhi si riempirono di lacrime.
Ti ricordi di quella sera, quando in un momento di follia
ti vidi geloso immaginando chissà quale oltraggio,
ti presi tra le mie braccia…
vibrò un bacio, e che cosa vedesti dopo?…
Sangue tra le mie labbra.
Io ti insegnai a baciare: i baci freddi
sono di un impassibile cuore di pietra.
Io ti insegnai a baciare con i miei baci
inventati da me per la tua bocca.

Julio Cortazar – Se devo vivere

Se devo vivere senza di te, che sia duro e cruento,
la minestra fredda, le scarpe rotte, o che a metà dell’opulenza
si alzi il secco ramo della tosse, che latra
il tuo nome deformato, le vocali di spuma, e nelle dita
mi si incollino le lenzuola, e niente mi dia pace.
Non imparerò per questo a meglio amarti,
però sloggiato dalla felicità
saprò quanta me ne davi
a volte soltanto standomi nei pressi.
Questo voglio capirlo, ma mi inganno:
sarà necessaria la brina dell’architrave
perché colui che si ripari sotto il portale comprenda
la luce della sala da pranzo, le tovaglie di latte, e l’aroma
del pane che passa la sua mano bruna per la fessura.

Tanto lontano ormai da te
come un occhio dall’altro,
da questa avversità che assumo nascerà adesso
lo sguardo che alla fine ti meriti.

Playlist musicale


Nicola Cruz – Cumbia del Olvido
Nicola Cruz – Marea
Nicola Cruz, Uji – Inversions
Uji – Jenga
Uji – Kiok
Nicola Cruz – Folha de Jurema
Uji – Alborada
Go Dugong – Vidita (El Buho remix)
Rodrigo Gallardo, Nicola Cruz – Agua de la Tierra
Populous, Ela Minus – Azul Oro

Foto da sinistra verso destra: Pablo Neruda (Di Unknown (Mondadori Publishers) – http://www.gettyimages.co.uk/detail/news-photo/three-quarter-face-portrait-of-a-thoughtful-pablo-neruda-news-photo/174306045, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=40912536) – Claudio Petronella (foto di Anna Lami) – Gabriela Mistral (Di Sconosciuto – http://marceloefuentes.wordpress.com/2010/10/15/carta-a-gabriela-mistral-sobre-las-minorias-sexuales/, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=18237572) – Julio Cortazar (Di Sara Facio – Buenos Aires, Buenos Aires, by Alicia D'Amico, Sara Facio & Julio Cortázar – Editorial Sudamericana, Buenos Aires (1968), Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1112848)