Marco Pautasso, segretario generale del Salone Internazionale del Libro di Torino, ha raccontato in diretta su RBE l’origine di questo progetto e cosa propone quest’anno, oltre gli stand del Lingotto
Dal 15 al 19 maggio 2025 a Lingotto Fiere torna l’appuntamento con il Salone Internazionale del Libro di Torino, evento che anche quest’anno propone la sua versione OFF. Com’è nato il Salone OFF? Ne abbiamo parlato in diretta a Café Bleu su RBE con Marco Pautasso, segretario generale del Salone Internazionale del Libro di Torino.
“Il Salone OFF nasce ventuno anni fa grazie a un’intuizione dell’allora assessore alla Cultura della Città di Torino, Fiorenzo Alfieri. L’obiettivo era far sentire partecipe tutto il capoluogo dell’evento fieristico che avveniva al Lingotto, trasferire l’aria di festa che si respirava al Salone. All’epoca si chiamava Padiglione Esterno. Si scelse il borgo San Paolo per provare a organizzare eventi in modo sperimentale, invitando scrittori e artisti fuori dal contesto fieristico in spazi anche inconsueti. Per esempio Michele Serra incontrò i suoi lettori in una camiceria. Questa esperienza sperimentale è poi cresciuta diventando il Salone OFF abbracciando tutta la città di Torino e oltre. Quest’anno sono coinvolti 35 comuni della città Metropolitana e quindici centri in Piemonte. Per l’edizione 2025 torniamo anche a Genova con Voltapagina, progetto che pone l’attenzione sulle strutture carcerarie”.
Nel podcast di Café Bleu disponibile all’inizio di questo articolo, ma anche su Spreaker e su Spotify, Pautasso racconta alcune proposte del Salone OFF come Il Ballatoio, Pagine in Corsia negli ospedali e il ricco programma di concerti. Tutto il programma è disponibile cliccando qui.



