Abbiamo incontrato Joshua Evangelista, coautore di Zemlja, documentario che racconta come le giovani e i giovani vivono la memoria del massacro dell’11 luglio 1995
Essere giovani in Bosnia a 30 anni dal genocidio di Srebenica. Questo è il filo conduttore di Zemlja, documentario di Joshua Evangelista e Tatjana Dordevic di cui la rivista Internazionale ha recentemente pubblicato un estratto di dodici minuti.
“Zemlja – The Land That Remembers, The Land That Forgets”, questo è il titolo completo del lavoro di Evangelista e Dordevic, spiega come viene raccontato nelle scuole il genocidio di Srebenica dell’11 luglio 1995, una delle pagine più tragiche non solo del Novecento ma di tutta la storia dell’essere umano.
“La parola Zemlja è utilizzata in molte lingue slave, vuol dire terra ed è anche il titolo di una delle canzoni suonate in un grande concerto rock pacifista che ci fu prima dell’inizio della guerra che portò al disfacimento della Jugoslavia. Questa parola racconta tante storie e realtà tutte insieme e non poteva essere titolo migliore per questo documentario che uscirà integralmente nell’autunno 2025”, ha raccontato Evangelista in diretta a Café Bleu.
“Camminavo come un turista ignaro tra le strade di Banja Luka, soprattutto nei dintorni dello stadio di calcio. Chiedevo alle persone il nome della persona esposta sui muri intorno allo stadio. In molti dicevano che era un grande eroe di guerra, colui che salvò dai musulmani. Un’altra donna, invece, mi disse che era un criminale. Notando la mia faccia sorpresa aveva poi aggiunto che lei non era di lì, di Banja Luka”, ha spiegato Evangelista in uno dei passaggi dell’intervista concessa ai microfoni di RBE.
I protagonisti di questo documentario non sono le persone che hanno direttamente vissuto la guerra ma sono i giovani e le giovani. “Molte delle persone che abbiamo intervistato sono nate dopo il 1995 eppure hanno una pesante eredità. Partendo da questo concerto Tatjana ed io ci siamo chiesti: cosa vuol dire farci raccontare la guerra da chi non l’ha vissuta?”
Nell’intervista emergono altri particolari su cosa vuol dire essere giovani in Bosnia 30 anni dopo i tragici fatti di Srebenica. Come è raccontato nelle scuole il genocidio di Srebrenica dell’11 luglio 1995? Come immaginano il loro futuro questi giovani testimoni del cambiamento in Bosnia?



