Ai microfoni di RBE siamo stati nel dietro le quinte del film di Francesco Sgrò e Luca Quaia che racconta il lavoro di compagnie e performer che reinventano il linguaggio del circo
Lo scorso 25 settembre 2025 al Cinema Teatro Baretti di Torino c’è stata la prima proiezione di Sospesi, film che racconta un viaggio all’interno del circo contemporaneo italiano. Il documentario è stato realizzato da Cordata For con la regia di Francesco Sgrò e Luca Quaia. Per scoprire il retroscena di questo lavoro, in diretta a Café Bleu abbiamo incontrato Sgrò. Da dove nasce l’idea di Sospesi?
“Innanzitutto il film nasce dalla mia esperienza, sono un artista e regista di circo contemporaneo. Il cinema è un ottimo strumento per raccontare questo mondo. Nessuno lo aveva ancora realizzato. In Sospesi parliamo di giovani artisti che anni fa reinventarono il modo di fare circo, un’arte scenica conosciuta nella sua forma tradizionale con i colori, l’interazione con gli animali. Con Luca abbiamo cercato di unire diverse storie per raccontare come il circo contemporaneo sia diventato una forma performativa di arte contemporanea”.
Nel podcast disponibile all’inizio dell’articolo, un contenuto che si può ascoltare anche su Spotify e Spreaker, Sgrò racconta diversi particolari che caratterizzano il film, a partire dai suoi protagonisti e dalla loro vita. “Coloro che una ventina di anni fa lavoravano nel circo, persone responsabili del cambiamento di questa arte, erano figli di insegnanti, di professori di filosofia. Il loro bagaglio formativo e culturale permise loro di dare una svolta completa alle compagnie di circo in Italia”.



