Fino al 2 maggio in diverse sedi del capoluogo piemontese sono in programma gli appuntamenti della quattordicesima edizione del festival che quest’anno è intitolato “The sound of surprise”
Dal 25 aprile al 2 maggio 2026 a Torino va in scena la quattordicesima edizione del Torino Jazz Festival. Quest’anno la manifestazione è intitolata “The sound of surprise”, tema che prende spunto dall’omonimo libro di Whitney Balliet uscito nel 1959. Per scoprire le ragioni che hanno portato alla scelta del titolo “The sound of surprise” e per scoprire il retroscena complessivo del Torino Jazz Festival 2026, in diretta a Café Bleu abbiamo incontrato il direttore artistico Stefano Zenni.
“Vogliamo comunicare al pubblico la sorpresa, la scoperta di progetti musicali meno conosciuti. Cerchiamo di trovare un modo per far partecipare attivamente il pubblico a questa sorpresa. Quindi si tratta di comunicare una disponibilità che trovo sia comunque molto presente a Torino. Il modo in cui il pubblico reagisce alle proposte del festival dimostra il desiderio di sorpresa”.
Nel video disponibile all’inizio dell’articolo, un contenuto che si può guardare sul canale YouTube di RBE, insieme a Zenni dialoghiamo sull’offerta concertistica del Torino Jazz Festival 2026.
“Con il tempo il Festival si è guadagnato la fiducia del pubblico, perché le proposte che offriamo sono di qualità e molto meditate. Ci siamo accorti di questa fiducia del pubblico, senza sederci sugli allori. Non proponiamo quello che piace al pubblico o al direttore artistico, il festival deve dialogare con il luogo e la sua realtà culturale che ha delle esigenze e necessità”.
Nell’intervista abbiamo chiesto a Zenni di argomentare la scelta delle date del Festival, la sua vicinanza al 25 aprile e al 1 maggio, oltre alla ricorrenza della Giornata Internazionale del Jazz indetta dall’UNESCO.
Tutto il programma del Torino Jazz Festival 2026, con i concerti a pagamento e quelli gratuiti, è disponibile a questo link.



