Nel fine settimana si è tornati a parlare di suicidio assistito in relazione alla vicenda legata a un uomo di 40 anni della cintura torinese che, pur avendo ottenuto la validazione dei requisiti richiesti per legge, da oltre otto mesi è in attesa del via libera alla morte medicalmete assistita. Nel tardo pomeriggio di venerdì su alcuni organi di stampa era circolata la notizia che la Regione avesse diffuso un comunicato contenente le linee guida per questa pratica. In seguito è arrivata la smentita da parte della Direzione regionale della sanità che ha precisato che: “Non si tratta di linee guida, né di una regolamentazione: si tratta di una mera circolare esplicativa delle diverse sentenze della Corte costituzionale che, nelle fonti del diritto italiano, corrispondono a legge a cui tutti devono attenersi.” E aggiunge che “Non è mai stato detto infine che sarà la Regione a pagare il farmaco fine-vita. Si è detto invece che tali farmaci devono comunque essere forniti dalle Asl in applicazione di quanto previsto dalla sentenza dell’alta Corte 204/2025″.
Ne abbiamo parlato con Davide Di Mauro, referente piemontese dell’Associazione Luca Coscioni



