Vi ricordate Dondi? Ne abbiamo parlato nella scorse puntate quando vi raccontavamo di Martha Cooper e del suo lavoro fotografico sulla Street Art. Ebbene anche Dondi, il re dell’arte urbana murale, ha dato il suo contributo al Dumbo Art Festival.
Ogni anno il Dumbo Arts Center dava la possibilità a tanti artisti emergenti di potersi esprimere in una tre giorni di vera e propria festa delle arti in cui performance, sculture, video art, rendono questo appuntamento unico per tutta New York. Fin dalla prima edizione il DUMBO Arts Festival si è proposto come il più grande evento d’arte a New York sfruttando al massimo l’originale panorama urbano e l’alto numero di studios presenti attirando oltre 200.000 visitatori.
Uno dei premi più ambiti dai giovani artisti era l’affitto annuo di uno studio e il Choice Award, i cui vincitori erano selezionati da una giuria di professionisti dell’arte e dal pubblico.
Dal 1997 al 2014, anno della chiusura, il festival è cresciuto facendo uscire tanti artisti dai loro atelier per proposti sulle strade e nei parchi in riva all’East River in quello che possiamo definire il più grande urban forum d’arte contemporanea sperimentale.
L’ultima edizione si è tenuta il 27.29 settembre 2014 ma lo spirito del festival continua a vivere ancora oggi con gli artisti, le gallerie e le iniziative culturali che rendono DUMBO una destinazione ideale per gli amanti dell’Arte.
La chiusura del Dumbo Arts Festival non ha fermato l’onda creativa dei tanti artisti che vivono a Brooklyn.

E’ proprio di questi giorni l’inaugurazione della mostra di Jarrod Beck, The Moon.
Nei locali della galleria Smach Mellon, Jarrod ha creato la sua opera con 500 enormi fogli di carta grezza fatta a mano appesi al soffitto con una struttura in legno costruita dentro nei locali di questa galleria d’arte di Dumbo. All’inaugurazione l’artista ha sviluppato la sua opera in due notti di performance aperte al pubblico. Una di queste è stata seguita anche dai coreografi Abigail Levin con Danny Dolan che hanno accompagnato l’installazione con i loro movimenti danzanti sulla melodia pensata da Paula Matthusen.
The Moon rappresenta il culmine artistico di Jarrod Beck che ha nella carta il materiale preferito per realizzare le sue opere. La carta realizzata a mano permette di realizzarne i fogli con evidenti porosità, simili per molti aspetti alla superficie lunare e ai suoi crateri, e in effetti parliamo proprio di una vera luna dal diametro di 40 piedi, circa 12 metri, una dimensione che permette a The Moon di uscire dai muri della galleria per mostrarsi sulle strade di Dumbo.
Alla domanda su come vede la scena artistica di Dumbo, Jarrod ha espresso il suo amore verso l’atmosfera che si respira sotto il Manhattan Bridge. Solo qui si sostengono veramente gli artisti più che nel resto di New York, questo perché la scena è molto aperta e disponibile ad accogliere concretamente nuove influenze e idee.
Il suo luogo preferito di Dumbo è la riva del Manhattan Bridge, zona meno turistica rispetto a quella del ponte di Brooklyn. Una location che amiamo anche noi, per questo motivo ve la raccontiamo, qui, dai microfoni di Radio Beckwith.

Un esempio della sua opera potrete scoprirla sulla pagina Facebook o su Google Plus, vi basterà cercare Dumbo – Radio RBE.

Proseguiamo da est a ovest passando sotto il Ponte di Brooklyn dirigendoci verso sud. In questo modo arriveremo a Brooklyn Heights, un sobborgo ricco di tanti punti di ritrovo ma anche gallerie d’arte, atelier, laboratori, curiosi negozi di ogni tipo, il tutto caratterizzato dalle tipiche case a mattoncini rossi, edifici risalenti al Diciannovesimo Secolo che tante volte vediamo al cinema o nelle serie tv.
Stiamo passeggiando con il nostro lettore musicale a farci compagnia con una selezione di Black Music, Hip Hop, Rap, playlist musicale che caratterizza Dumbo in tutta questa prima stagione, vi dicevo, stiamo passeggiando sulla Brooklyn Heights Promenade, un suggestivo percorso pedonale che ci mostra un sorprendente panorama sulla Lower Manhattan, immagini da non perdersi per nulla al mondo.
Più a nord-ovest, invece, c’è un altro quartiere tra quelli più caratteristici, stiamo parlando di Williamsburgh, collegato a Manhattan dall’omonimo ponte. Si tratta di un sobborgo davvero eclettico e profondamente lontano dal consumismo newyorkese. 
Quella che, fino a qualche anno fa, altro non era che una triste zona industriale, oggi è uno stravagante quartiere che ha saputo rifiutare con forza il conformismo della metropoli, proponendo uno stile di vita e di consumo molto più alla mano.

Stiamo camminando lentamente per le strade di Dumbo, osservando i vecchi palazzi, gli appartamenti in cui sbirciamo osservandone l’interno dalle finestre che danno sulla strada.
Stiamo cercando di cogliere l’anima di questa New York.
Il Brooklyn Bridge Park a New York è esteso in lunghezza per un paio di km lungo il fiume Hudson è caratterizzato da colline, passeggiate, giardini, strutture ricreative comprendono campi da gioco, piste da corsa, percorsi per biciclette, una piscina, zone picnic, alcune aree gioco e molto altro ancora, il tutto rende questo il posto perfetto per sfruttare al meglio una giornata di sole ma anche l’attesa del tramonto su New York.
Camminando in questo parco non potrete non notare un’antica giostra. Anche se parlare di giostra antica, il concetto di “antico” a New York il più delle volte vuol dire inizio del ‘900, la Jane’s Carousel
 è stata costruita nel 1922 e si trova nell’Empire Fulton Ferry. E’ avvolta in una struttura di vetro rimasta originale agli anni Venti del secolo scorso e ha un non so che di malinconico e magico al tempo stesso.

Spostiamoci verso il St. Ann Warehouse, una scuola teatrale di Brooklyn che da oltre trent’anni regala spettacoli e concerti unici e innovativi. Si trova sempre nel Brooklyn Bridge Parke vicino alla Tobacco Warehouse, la vecchia fabbrica di lavorazione del tabacco, una delle storiche attività del distretto di Dumbo. Magari qualcuna o qualcuno di voi si starà domandando se prima o poi vi parleremo anche di locali in cui ascoltarla dal vivo la musica che proponiamo in questa trasmissione: vi parleremo delle varie location di concerti, certo, ma innanzitutto partiamo con il Barge Music. Vera e propria icona culturale di Brooklyn, il Bargemusic è un locale nato nel 1977 su ciò che fino a quel momento era una chiatta per il trasporto del caffè ancorata al Fulton Ferry Landing, sempre sull’East River. Ogni anno offre più di 200 concerti di musica da camera offrendo al sabato pomeriggio un concerto gratuito aperto a tutte e a tutti. Colei che ha pensato e reso possibile tutto questo è Olga Bloom, violinista che abbandonò la sua carriera proprio nel 1977 quando aprì al pubblico questo locale così fuori dal comune, una sala da concerti galleggiante costruita nel 1899 per tutt’altro utilizzo, essendo destinata ai lavoratori del caffè, bevanda che ora potete gustare ascoltando le eleganti proposte musicali del Barge.
“Oggi il nostro cargo trasporta bella musica suonata dai tanti artisti che provengono da tutto il mondo esibendosi qui, in una location coraggiosa nata tra le ex fabbriche di New York”.
Così Olga Bloom presenta la sua creatura, il Barge Music Hall.

(Continua…)

 

 

 

Art Inspires the Curious Minds / Wearable Sculptures: 100% Acryl Fotografia: See Ming Lee