DUMBO – Brooklyn e i nuovi linguaggi dell’arte
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Brooklyn Heights è un quartiere che fa parte del distretto di Brooklyn lungo il litorale del fiume East River, proprio di fronte a Lower Manhattan; è animato da un’atmosfera d’altri tempi per i suoi palazzi con i tipici brown stones, i mattoncini rossi, le antiche chiese e numerosi edifici storici risalenti all’Ottocento, oltre ai suoi lunghi viali alberati. Negli anni ha richiamato molti abitanti celebri come il regista e scrittore Truman Capote ma anche molte altre figure della cultura letteraria e cinematografica americana.

La tranquillità del luogo, situato appena dopo il ponte di Brooklyn, fa da contrasto con il vortice della vita di Manhattan, per questo la differenza è palese e molto gradita.

La Promenade, la passeggiata lungo il litorale a cui si accede appena scesi dalla fermata della metro più vicina (Clark Street, linee 2 e 3), offre panorami mozzafiato verso la vicina Manhattan. E’ molto frequentata da famiglie, amanti del footing ma anche coppie alla ricerca di suggestioni romantiche date dai grattacieli illuminati sullo sfondo in cui troneggia anche la Statua della Libertà.

Sono tante le attrazioni in questa zona, una di queste ha rapito la nostra attenzione: l’installazione artistica OY o YO, il nome dipende dal lato da cui la si osserva.

Oy o Yo?

Questa è la domanda che vi potete porre giunti di fronte a questa opera d’arte realizzata da Deborah Kass esposta in modo permanente dall’agosto 2016 che fa bella mostra di sé nel Brooklyn Bridge Park. Questa curiosa scultura commissionata dalla galleria Two Trees, silenziosamente si esprime in spagnolo o in slang newyorchese per un omaggio dell’artista all’opera di Andy Warhol e di Jackson Pollok ma anche al multilinguismo, un vero e proprio invito a guardare la realtà da più punti di vista diversi da osservare con occhi nuovi e diversi.

Osservando quest’opera mi è tornato in mente anche il dipinto di Ed Ruscha esposto al MoMa, la parola OOF scritta in giallo su sfondo blu che possiamo ammirare vicino alla Marylin Monroe di Warhol.

 

OOF, opera di Ed Ruscha (MoMA New York – fotografia di Eric Konon – Flickr)


L’artista di Brooklyn non si è fermata al Brooklyn Bridge Park, infatti OY/YO e il suo lavoro sulla linguistica fa bella mostra di sé anche in Florida e in Massachusetts. Deborah era titubante circa la capacità di recepire il messaggio multiculturale fuori da New York. Dubbi decaduti grazie all’ottimo feedback ricevuto per un’opera essenziale nella sua forma quanto fondamentale nel suo messaggio.

Fotografia: Garrett Ziegler (da Flickr)

L’arte urbana

A DUMBO l’arte urbana pubblica vive e si mostra sulle strade, sui muri e persino sui tetti. Dopo l’opera di Deborah Kass, Oy/Yo, mi piace l’idea di potervi ricordare un’altra opera che fa bella mostra di sé sulla riva dell’East River di fronte a Manhattan. Tom Fruin è un artista che lavora con materiali di recupero e spesso con rifiuti urbani proponendo sculture realizzate ispirandosi ai serbatoi dell’acqua che possiamo osservare ovunque sui tetti di New York.

L’opera esposta sotto il ponte di Brooklyn, su uno dei palazzi dal cui tetto possiamo ammirare il fantastico panorama newyorchese, è una torre d’acqua realizzata in plexiglas colorato. Dopo quello di Deborah Kass, ecco un altro invito a osservare la realtà con occhi diversi.

Watertower, l’opera di Tom Fruin, potete ammirarla sul tetto dell’edificio al numero 20 di Jay Street in uno degli angoli suggestivi di DUMBO, a New York.

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Fotografia: Claudio Petronella