Puntata #6 – 17 marzo 2018 – Gli occhi strabuzzati rompono lo stanco rituale del Lianghui
Radio Beckwith evangelica

La prima storia che vi raccontiamo oggi arriva ancora dal Lianghui, la doppia sessione dei parlamenti cinesi. Un momento che sulla carta non doveva essere esattamente elettrizzante è diventato quello che i giornali amano definire “un caso”.

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Di cosa parliamo oggi

Durante una conferenza stampa la giornalista Zhang Huijun sta formulando con manifesto entusiasmo una interminabile domanda al presidente della Commissione statale per la supervisione e l’amministrazione degli asset. Un’altra giornalista che si trova accanto a lei, Liang Xiangyi, manifesta tutta la sua insofferenza: guarda schifata la collega, poi strabuzza gli occhi e li alza al cielo roteandoli. Niente di male, se non che siamo in Cina e che questa scena è andata in onda sulla TV di Stato, CCTV.

Trasformatasi in un meme, la scena ha creato opposte tifoserie, i “rossi” verso i “blu” e ha scatenato campagne d’odio verso l’una e l’altra protagonista. Da trend topic su Weibo e WeChat a oggetto di ricerca compulsivo, la questione è subito andata fuori controllo, una cosa inaccettabile per Pechino, che ha rimediato censurando tutta la vicenda. Chi invece non ha avuto nessun problema a digerirla è il mercato: nel giro di poche ore era già possibile acquistare T-shirt e cover per cellulare con la scena incriminata.

Abbandonando la battaglia degli occhi strabuzzati parliamo invece di sport e mercato. In tutto il nord Italia si sta discutendo della possibilità di ospitare le olimpiadi invernali del 2026: dopo due edizioni asiatiche, infatti, si dovrà tornare in Europa o in Nord America. Per ora dagli Stati Uniti sono arrivati soltanto dei “no grazie”, mentre località come Innsbruck si sono ritirate dopo un referendum, quindi le candidature di Torino, Milano e del Veneto sembrano essere tutte possibili e questo inverno pieno di neve ha riacceso un po’ di suggestioni. Ma dopo PyongChang 2018 il prossimo appuntamento sarà ancora in Asia, questa volta proprio a Pechino. Peccato che gli sport invernali in Cina non siano esattamente una solida tradizione. Ma la tradizione si crea, si inventa, perché la Cina è un mercato incredibilmente importante per gli sport invernali, l’abbigliamento, l’attrezzatura, gli impianti, i resort. Basti pensare che il mercato potenziale degli sport invernali in Cina è di 300 milioni di persone. Cioè in pratica il nuovo ceto medio. Questi potrebbero generare un giro d’affari di mille miliardi di yuan, cioè 130 miliardi di euro, entro il 2025.