S3 E8 – Con l’acqua alla gola
Radio Beckwith evangelica

Tra guerre commerciali e visite di Stato in Cina, come quella recente di Macron, noi oggi scegliamo una notizia un po’ a margine, ma di strettissima attualità data la rinnovata attenzione internazionale sul cambiamento climatico e i problemi connessi.

Shanghai, Guangzhou, Saigon (Ho Chi Minh), Bangkok, Mumbai, Alessandria d’Egitto e Basra in Iraq. Cosa hanno in comune tutte queste città?
Sono quelle che entro il 2050 potrebbero trasformarsi in vere e proprie paludi, secondo un nuovo studio sull’innalzamento del livello del mare dovuto ai cambiamenti climatici.

La Cina sarà uno dei paesi più colpiti: da 43 a 57 milioni di cinesi vivono attualmente su terreni che saranno sott’acqua entro la fine del 21° secolo, secondo lo studio. Questo è in gran parte dovuto al fatto che il delta dello Yangtze, dove si trova Shanghai, e il delta del fiume delle Perle, dove si trovano Guangzhou, Shenzhen e altre città, hanno un’altissima concentrazione demografica proprio nelle terre basse, quelle più soggette a maree e inondazioni.

Lo studio sull’innalzamento dei mari dice che oltre ai trasferimenti di massa delle popolazioni, esistono misure difensive come le dighe e altre barriere. E le città, i governi, le mega-city devono investire rapidamente in queste difese, dice al New York Times Benjamin Strauss che è uno degli autori della ricerca. Ma anche se ci fossero tutti questi investimenti, il rischio resterebbe. E Strauss pone una domanda retorica molto evocativa: «In una ciotola quanto profonda siamo intenzionati a vivere?».

C’è da dire che il compito di definire quanto profonda potrà essere quella ciotola è sempre più nelle mani di Pechino. Ancora di più dopo che lunedì 4 novembre, il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato quello che già si sapeva, cioè il ritiro formale degli Stati Uniti dall’accordo sul clima di Parigi, segnando l’ennesimo capitolo di questo allontanamento dagli impegni multilaterali globali. Di fatto Washington sta cedendo l’onere e l’onore della leadership della politica energetica proprio a Pechino.

Playlist

  • 木推瓜乐队 – Hopeness Father
  • Demerit – Beijing is not my home