Dal 10 al 13 luglio a Torre Pellice si tengono gli incontri conclusivi della diciottesima edizione del festival culturale che attraverso i libri e chi li scrive ragiona sulla complessità del mondo. Anche quest’anno Una Torre di Libri dà ampio spazio alla musica dal vivo
A Torre Pellice (Torino) torna il festival che attraverso i libri e chi li scrive pone domande sul mondo e sulla sua complessità: da giovedì 10 a domenica 13 luglio sono in programma gli appuntamenti conclusivi di Una Torre di Libri 2025, progetto culturale della locale libreria Claudiana con il supporto del Comune di Torre Pellice e dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese.
“Fin dalla prima edizione di Una Torre di Libri cerchiamo di partire da un libro, da un’esperienza, da un racconto, per ragionare sull’attualità e su ciò che ci circonda. Il filo conduttore del festival è la parola scritta e il libro. Da queste pagine iniziamo un viaggio con gli autori e le autrici che coinvolge il pubblico. I libri sono la base di questo viaggio che contamina la parola scritta con altre forme di espressione come il teatro e la musica”, ha raccontato ai microfoni di Café Bleu una delle persone che cura il programma della manifestazione, Stefano Gnone.
Dopo alcuni anni il festival torna nella piazza del municipio di Torre Pellice. Il primo incontro è previsto giovedì 10 luglio alle 18:15 con Sarah Mustafà e il suo libro La spia ha i capelli rossi. A seguire, alle 21:15, Murubutu accompagna il pubblico in Letteraturap, vero e proprio evento che connette musica, poesia e narrativa.
Gli incontri di Una Torre di Libri 2025 dà spazio alle resistenze contemporanee, con i libri e con la musica. A questo proposito sabato 12 luglio alle 21:15 suonano le canzoni resistenti degli Yo Yo Mundi. Tutto il programma del festival è disponibile a questo link.
In questi giorni è tornato di attualità del Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne. In particolare dello “spopolamento irreversibile delle aree interne”. Una Torre di Libri è organizzato a Torre Pellice, in Val Pellice, in un’area interna. Qual è il valore del festival Una Torre di Libri alla luce di questo “spopolamento irreversibile delle aree interne” citato nel documento? La risposta di Gnone a questa domanda è nel podcast disponibile all’inizio dell’articolo, un contenuto che si può ascoltare anche su Spreaker e su Spotify.



