In occasione del concerto torinese all’Hiroshima Mon Amour con i Cattivi Maestri, in diretta su RBE abbiamo incontrato l’attore protagonista con Sergio Romano e Filippo Scotti del film Le città di pianura
Mercoledì 13 maggio 2026 Pierpaolo Capovilla e i Cattivi Maestri suonano all’Hiroshima Mon Amour di Torino, ultima tappa del tour che preannuncia il nuovo album in uscita nell’imminente estate. In diretta durante il programma Café Bleu in onda su RBE radio TV abbiamo incontrato Capovilla pochi giorni dopo la celebrazione al David di Donatello per Le città di pianura, film di Francesco Sossai in cui il cantante ha recitato come attore coprotagonista.
Com’è nato l’incontro con Le città di pianura, film che ti ha permesso di ricevere una nomination come miglior attore al David di Donatello?
“Innanzitutto devo dire che sono strafelice che il premio come miglior attore sia andato a Sergio Romano. Se mi avessero dato il premio mi sarei sentito in colpa perché sono un neofita del cinema. Ho incontrato Francesco Sossai a casa mia, questo progetto è stato un fulmine a ciel sereno. La sceneggiatura sembrava cucita sulla mia figura privata, non potevo rifiutare perché era un progetto molto stimolante”.
Pensi che la provincia veneta e chi la abita sia anch’essa protagonista del film?
“L’ho scoperto quando abbiamo girato il film, quando ho cominciato a comprendere l’obiettivo della storia cioè raccontare anche i nostri paesaggi veneti. Si tratta di un film gentile che racconta la tristezza di questi luoghi periferici e l’amicizia. Per me è stata un’esperienza terapautica, mi ha fatto tanto bene”.
Nella parte dell’intervista dedicata al film Le città di pianura, Pierpaolo Capovilla racconta un toccante aneddoto di un incontro con una persona anziana a Venezia che vide il film due volte al cinema.
“Penso che un bel film sia come una bella canzone. Quando una canzone riesce a suonare le corde del cuore di chi l’ha ascolta, e a cambiare nel suo piccolo la sua vita, ha raggiunto il suo obiettivo. La stessa cosa può farla anche un bel film”.
Nel podcast che si può ascoltare cliccando sul link all’inizio dell’articolo, un contenuto disponibile anche sul podcast di Café Bleu su Spreaker, insieme a Capovilla scopriamo il ritorno sul palco come cantante insieme ai Cattivi Maestri e i motivi che hanno portato alla scelta di questa band rispetto a Il Teatro degli Orrori.



