Fine vita: l’elaborazione della chiesa valdese
Radio Beckwith evangelica

Rimaniamo sul tema del “fine vita” in Fede e Sfide. Ospite della puntata è il pastore Gianni Genre, della chiesa valdese di Pinerolo, con cui parliamo delle riflessioni della Chiesa Valdese sull’argomento del termine della vita, eutanasia, testamento biologico.

Nel 1992 la Tavola valdese ha nominato un Gruppo di lavoro (diventato nel 2000 Commissione) «sulle questioni etiche poste dalla scienza alla fede», composto da teologi ed esperti di altre scienze. 

Il discorso parte infatti dalla domanda: “Cos’è la vita e cos’è la morte?”
Non è semplice rispondere, ma nella prospettiva biblica si potrebbe dire che la vita non sia solo un dato biologico, ma anche e soprattutto biografico. La vita è data cioè dall’insieme delle relazioni che riusciamo ad intessere con chi ci circonda ed eventualmente con Dio.

Spiega Gianni Genre: “Cerchiamo di non avere ad un atteggiamento idolatrico nei confronti della vita. Idolatria che viene spesso mascherata da dichiarazioni ipocrite sulla sacralità della vita. Crediamo sia fondamentale la creazione di una cultura dell’accompagnamento del malato, l’esplorazione delle possibilità delle cure palliative e in generale anche ogni sforzo psicologico, medico, pastorale e organizzativo per umanizzare anche l’ultimo periodo della vita costituisce una priorità assoluta. C’è, però, inoltre, il problema del dolore. Fisico e psicologico. Il dolore non possiede, secondo il nostro punto di vista, alcuna valenza in sé positiva, né redentiva.
Mi sono chiesto infinite volte se la richiesta di anticipare la propria morte debba sempre essere considerata in contraddizione con un’esistenza moralmente responsabile vissuta nella fede. Se debba sempre essere considerata, cioè, come un rifiuto del dono divino, o se, in specifiche situazioni, non possa addirittura venire intesa come una risposta responsabile al comandamento, espressione dell’amore per Dio e per il prossimo. Perché infine anche aiutare a morire può essere per me una forma d’amore.

Poesia del giornalista Enzo Aprea

Amore è sorridere a un bambino
Amore è la felicità di un altro
Amore è accarezzare il fuoco
Amore è credere la morte un gioco
Amore è stringersi in silenzio

Amore è regalare un sogno
Amore è respirare la tua pelle
Amore è guardare un cieco negli occhi
Amore è sentire i tuoi passi tra la folla
Amore è aspettarsi il domani
Amore è ricordare un nome del passato

Amore è raccontare un segreto
Amore è fare la rivoluzione
Amore è accettare un addio
Amore è lasciarti andare
Amore è aiutarmi a morire.

La trasmissione “Fede e sfide” è curata dal Gruppo dell’amicizia islamo-cristiana di Pinerolo. Per contatti o informazioni: amicizia.ic@gmail.com.

Fine vita: l’elaborazione della chiesa valdese