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Davide Van De Sfroos, conservare le radici con la musica folk

“Siamo fatti di storie come i muri di casa di mattoni”. Abbiamo incontrato il cantautore lombardo alla vigilia del suo concerto di sabato 19 luglio per il festival Salza Music 2025

Il tour 2025 di Davide Van De Sfroos raggiunge Salza di Pinerolo (Torino) per il festival Salza Music. L’8 novembre 2024 Davide Van De Sfroos ha celebrato i suoi 25 anni di carriera solista con Van De Best, raccolta antologica di 49 canzoni dell’autore lombardo. Questa meta è stata celebrata da un emozionante concerto all’Unipol Forum di Assago (Milano) andato in scena il 23 novembre 2024. Per la trasmissione di Café Bleu in onda martedì 15 luglio 2025 su RBE radio TV abbiamo dialogato con Davide Van De Sfroos, in collegamento telefonico dalle terre alte comasche in cui vive.

“La cinquantesima canzone non ci stava sui dischi in vinile della raccolta. Durante i concerti invitiamo il pubblico ad aggiungere la propria canzone. Ritrovare questi brani è stato sicuramente un percorso importante anche dal punto di vista psicologico. Dopo tanti anni riprendere in mano le canzoni è stato come una macchina del tempo, ricantare brani nati anche venti, trenta anni fa. Il viaggio è stato davvero potente, ci ha permesso di sfidarci evitando il copia incolla dal passato. Questo approccio riguarda anche i concerti. Oggi suoniamo alcune canzoni in modo identico al passato, altre tracce le abbiamo trasformate. Portiamo in giro non tutte le 49 canzoni, ma la scaletta è sempre nuova e permette al pubblico di rivivere i nostri brani in modo sempre diverso”.

Ai nostri microfoni Davide Van De Sfroos parla al plurale, un “noi” che riguarda non solo la band che accompagna il cantautore in concerto e nello studio di registrazione. A quale pubblico parla Davide Van De Sfroos nel 2025?

“Il folk è una di quelle musiche che sembra non essere più di moda. In realtà non passa mai perché è un genere che fa parte delle radici di tutti e tutte noi. Il pubblico è transgenerazionale, lo abbiamo visto anche al Forum di Milano a novembre con più di diecimila persone che hanno assistito al concerto. C’erano nonni, nipoti, genitori e figli. La musica folk è del popolo, anche dei più piccoli. I bambini amano il folk, ne ho la conferma. Questo perché è un genere musicale radicale. Quando guardo giù dalla mia nave-palco, le onde che muovono il tutto sono le persone del pubblico. Nel corso degli anni il pubblico è cresciuto. Diversi ragazzi mi hanno detto di aver assistito a un mio concerto fin dall’interno della pancia materna. Per me è una cosa bella, noto come diverse persone sono cresciute con le mie canzoni. Non è bastato crescere per perdere queste storie in musica. Molte persone giovani ascoltano magari il metal, la trap, ma ascoltano anche il folk perché è un momento che appartiene a loro e li vede unirsi a un pubblico più anziano”.

Van De Sfroos parla spesso di radici. Abbiamo chiesto quali sono le radici delle sue canzoni.

“Le mie canzoni derivano da racconti, persone, situazioni, osterie, leggende. Sono il risultato dell’ascolto di storie, prese di forza dalla gente. Quindi è tutto molto legato alla vita e alla quotidianità, insieme alla parte mitica e immaginaria della nostra esistenza. Il mondo cambia ma alcune cose rimangono dentro di noi e non ci piace l’idea di perderle e di dimenticarle”.

Nel podcast disponibile all’inizio dell’articolo emerge la risposta di Van De Sfroos a una considerazione emersa durante il dialogo trasmesso su RBE. Tutte e tutti noi abbiamo bisogno di storie. Forse abbiamo bisogno di mettere un punto sul nostro percorso. Abbiamo davvero ancora bisogno di storie?

“Noi siamo fatti di storie come un muro di casa è fatto di mattoni. Deriviamo da un qualcosa che si chiama passato. Qualcuno di noi ha molta strada alle spalle, le persone più giovani hanno meno cammino. Questo ci ricorda situazioni, luoghi, particolari, persone che rapportiamo al mito, alle leggende. Sono elementi che ci caratterizzano. Sono simboli atavici che ritroviamo nella nostra vita. La storia ha lasciato simboli, bandiere, ricordi appoggiati da qualche parte. La gente non ha nessuna voglia di dimenticarsene. Non possiamo vivere nel passato e nei ricordi, ma non possiamo guidare una macchina ai 200 km all’ora su un’autostrada che si chiama futuro senza tener d’occhio lo specchietto retrovisore che ci indica da dove stiamo arrivando”.

L’intervista completa a Davide Van De Sfroos è disponibile anche su Spreaker e su Spotify.

Sabato 19 luglio 2025 Davide Van De Sfroos suona a Salza di Pinerolo nell’appuntamento di punta del festival Salza Music. A questo link è possibile acquistare i biglietti online, una prevendita disponibile fisicamente anche in alcuni esercizi commerciali della Val Chisone e di Pinerolo.

L’intervista al cantautore lombardo termina con un suo pensiero su quanto emerso dal Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne che ha visto il Governo definire queste terre in “inarrestabile declino”.

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