L’inizio dell’estate 2026 ha visto il capoluogo piemontese perdere uno dei locali storici dedicati alla musica dal vivo. Abbiamo incontrato il direttore del Folk Club Paolo Lucà per conoscere le ragioni della chiusura
Durante una conferenza stampa indetta il 30 giugno 2026, il direttore Paolo Lucà ha annunciato l’addio al Folk Club. Per scoprire le cause che hanno portato a questa decisione e alla chiusura di uno dei locali più celebri e qualificati per la musica al vivo a Torino noto non solo in Italia, in diretta a Café Bleu su RBE radio TV abbiamo incontrato Lucà.
“Le ragioni sono molteplici. Le attività come il Folk Club in Italia non hanno la possibilità di sopravvivere con le sole proprie forze. Faccio l’esempio del Teatro Regio di Torino, una ente che non potrebbe continuare la propria attività senza sovvenzioni pubbliche e private. Partendo da questo presupposto, negli ultimi 25 anni ho assistito a un progressivo depauperamento delle risorse disponibili per la cultura. Rispetto al 2008, da quando ho preso in mano la gestione del Folk Club, le risorse pubbliche sono diminuite in maniera radicale”.
Nel video disponibile sul canale YouTube di RBE, un contenuto che si può guardare e ascoltare cliccando sul link all’inizio di questo articolo, Lucà continua il suo ragionamento sui motivi che hanno portato all’addio al Folk Club. “Quando arrivi a fine stagione, l’ennesimo anno in cui cerchi di lavorare bene e di proporre concerti di qualità, ti chiedi il senso di portare avanti un progetto che non viene riconosciuto, se non sminuito”.
A che punto è l’offerta della musica dal vivo in Piemonte? Per rispondere a questa domanda, l’intervista a Lucà è il primo di una serie di contenuti sul tema che andranno in onda su RBE durante le prossime trasmissioni di Café Bleu.



