In diretta su RBE radio TV abbiamo incontrato l’autore del progetto che raccoglie centinaia di autopubblicazioni punk italiane degli anni ottanta
A Saluzzo c’era Cancrena’Zine, a Torino Art de la Mort e Ansia, mentre a Verzuolo nel 1987 si produceva Aut: queste sono alcune delle riviste punk autoprodotte negli anni ottanta raccolta in FanziNet, archivio curato da Paolo Palmacci. In particolare questo progetto si concentra sulle fanzine “DIY” nate nel nostro paese sull’onda della controcultura britannica di fine anni settanta. Per scoprire questo archivio, in diretta a Café Bleu sulle frequenze radio TV di RBE abbiamo incontrato Palmacci.
“Negli anni 80 suonavo in diversi gruppi punk undergronnd. Sono partito dalla sottocultura punk che tra gli anni settanta e gli ottanta ha contagiato giovani di tutto il mondo. Con questo lavoro vorrei innanzitutto invitare capire il presente del mondo partendo dal passato. Non è pura nostalgia, cerco di dare una possibilità di vita a quella memoria. Si tratta di una creatività incredibile a cui vorrei dare una seconda possibilità”.
Nell’intervista disponibile all’inizio dell’articolo, un contenuto che si può ascoltare anche su Spotify e su Spreaker, insieme a Palmacci scopriamo diversi dettagli di FanziNet e da dove è iniziato. “Molte persone mi contattano aprendo i loro scatoloni, hanno il piacere di contribuire e recuperare lo spirito di condivisione di quelle riviste. Quelle fanzine non avevano l’intenzione di generare guadagno ma solo condivisione di pensiero e creatività”.
Sulla mappa di FanziNet su cui è possibile scoprire la diffusione del fenomento delle fanzine punk nel nostro paese raccolte da questo progetto. Il sito web Capit Mundi? permette di consultare l’archivio in formato pdf di circa settecento fanzine, numero che riportiamo al momento di scrittura di questo articolo.



