Da oltre due anni lo Yemen sta cadendo sempre più in basso. Tra le conseguenze del conflitto cominciato nel marzo del 2015, spesso dimenticato e considerato un conflitto regionale di scarsa importanza, va annoverata l’epidemia di colera che ormai è riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della Sanità come la peggiore crisi sanitaria al mondo di questo tipo. Il numero di persone contagiate ha superato le 200.000 e secondo un comunicato congiunto dell’Oms e di Unicef, cresce di 5.000 unità al giorno. Le vittime inoltre si stimato in oltre 1.300.

Ricomparso lo scorso ottobre, il colera «sta interessando tutti i governatorati del Paese», spiega il medico Roberto Scaini, di Medici Senza Frontiere, che è stato a capo dell’équipe medica dell’ospedale di Haydan, nel nord dello Yemen, e negli ultimi due mesi ha mantenuto contatti costanti in varie aree. «È una situazione che ci aspettavamo sin dall’inizio – ricorda – perché quella che è la situazione, ormai di normalità, faceva presupporre che la diffusione sarebbe stata ovunque veloce e completa».

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